Rallentamenti in largo Moreni,
maxi ciclabile osservata speciale
C’è anche chi critica l’ampliamento della ciclabile tra largo Moreni e il ponte in ferro, tra gli oltre 100 commenti al video pubblicato dal sindaco Andrea Virgilio, che giovedì scorso ha sperimentato i tempi di percorrenza da Castelvetro a Cremona in un mattino lavorativo della scorsa settimana (partito alle 7:59 e arrivato alla nuova rotatoria alle 8:05).
Una delle cause dei rallentamenti, secondo molti osservatori, è il restringimento delle corsie di arresto in prossimità di via del Porto, dove la ciclabile, per l’appunto molto allargata rispetto a prima, lascia meno spazio alle auto dirette in centro città, che istintivamente tendono a non disporsi più su due file come facevano in precedenza, ma solo sulla corsia di sinistra, quella più interna alla rotatoria, mentre sia per proseguire verso Viale Po che verso via Eridano è possibile transitare anche su quella di destra.
“Da cremonese – scriv ad esempio un commentatore – che lavora a Castelvetro P.no le assicuro che le code ci sono eccome, più lunghe di prima, più spesso di prima, e questo fatto e semplicemente dovuto al restringimento della carreggiata nel tratto rotonda-ponte Po. È chiaro che se dove prima passavano due auto adesso ne passa una … si forma la coda.
Che la nuova rotonda e ciò che le attiene abbia reso la zona più sicura e moderna sarà anche vero, ma è anche innegabile che le code prima non c’erano ed adesso ci sono (…)”.
Sull’ampliamento della pista ciclabile abbiamo chiesto il parere a Filippo Bonali, responsabile tecnico di Fiab Cremona, e tra gli organizzatori delle attività di sensibilizzazione che si sono svolte durante tutto il mese di settembre e in parte ottobre: “Le misure della pista sono abbondanti – ha spiegato a margine del convegno conclusivo della Settimana della Mobilità – una ciclabile così dovrebbe essere 3 metri, se non sbaglio sul progetto c’è scritto 3 metri e 40 (le corsie per le auto sono 3,80 per senso di marcia, ndr) che però vanno a stringersi verso Largo Moreni.
“Dobbiamo ricordarci cos’era prima: prima era molto stretta perché nel tempo la vegetazione era cresciuta tantissimo, si faceva parecchia fatica a passare vista la presenza di tante radici e dell’asfalto distrutto. Adesso sembra molto grande, ma dobbiamo comunque ricordarci che è la porta di accesso alla città, di lì si entrerà a Cremona dalla ciclovia Vento e su di essa transitano tutti i ciclisti da e per Castelvetro Piacentino”.
“Potrebbe essere una buona idea – aggiunge poi a proposito dei rapporti tra Cremona e il Comune piacentino – collaborare e dialogare tra le sponde del Po per stimolare anche sul lato piacentino la mobilità ciclabile invece di incolonnarsi lungo il ponte di Po. Per fortuna sembra che le code stiano diminuendo, probabilmente la gente si sta abituando a usare una nuova infrastruttura come è normale che sia. Qualsiasi nuova infrastruttura ha bisogno di un attimo di adeguamento”.
Bonali fa anche notare l’alta incidentlità che si registra sul Cremonese: “Riguardo al 2024 i dati usciti di recente sono veramente allarmanti perché rispetto a una media nazionale siamo secondi come incidentalità e mortalità solo alla provincia di Napoli, se non ho letto male. La “visione zero” richiesta dell’Europa, cioè zero morti in strada, non è stata minimamente raggiunta, anzi abbiamo peggiorato e questo deve far scattare nella classe politica un grosso campanello di allarme. Su 900 incidenti annuali 300 sono in città, questa cosa va fermata”.
“Io in bicicletta attraversando Largo Moreni per andare verso Po ho paura”, commenta a proposito una ciclista sotto il post del Sindaco. “Rispetto a prima una macchina potrebbe investirmi in 3 punti! Inoltre non si può scendere a Po, non si può fare il pieno e tornare in città e non si può andare dall’elettrauto e tornare in città. Se anche ripristinate la linea discontinua bloccherei il traffico per entrare al distributore perché la strada l’avete ristretta per fare un ciclabile enorme e senza senso. Le polemiche che ci sono state non sono frutto di persone paranoiche, è ora di ascoltare i cittadini”.
Giuliana Biagi
