Cronaca

Ecco Casa V.E.R.A.: Rotary, Aida
e le Fondazioni cittadine insieme

I promotori di Casa V.E.R.A., acronimo di Vittime di violenza, Emergenza, Rifugio, Accoglienza
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Offrire protezione immediata alle donne vittime di violenza domestica e ai loro figli: è l’obiettivo di Casa V.E.R.A., acronimo di Vittime di violenza, Emergenza, Rifugio, Accoglienza, il nuovo progetto presentato al Relais Convento di Persico e promosso da Rotary Club Cremona e Associazione Aida, con il sostegno di Fondazione Città di Cremona, Fondazione Comunitaria, Fondazione Banca Popolare di Cremona, Fondazione Arvedi Buschini, Fondazione Città di Cremona, Comune e Prefettura di Cremona, ASST, Azienda Sociale Cremonese, Consigliera di Parità della Provincia, Coop. Cosper e Coop. Nazareth.

La nuova struttura, che sarà operativa nel 2026, rappresenta una novità assoluta per Cremona: un alloggio ristrutturato e disponibile 24 ore su 24, in grado di accogliere donne e minori in situazioni di emergenza e di offrire una prima risposta di sicurezza. Il progetto prevede un investimento complessivo di 160mila euro, comprendente i lavori di adeguamento, l’arredo — curato dall’architetto Elisa Goi — e la gestione dei servizi di accoglienza e accompagnamento.

“Furono diciannove i cremonesi che si riunirono l’8 marzo 1926 per dargli vita, in primis Amilcare Robbiani – ha ricordato la presidente Alessia Zucchi -. Al momento della sua fondazione il Rotary Cremona risultava composto ‘da uomini tra i più rappresentativi della città’, ma oggi abbiamo voluto rivolgere il nostro impegno a favore della tutela delle donne e della maternità. Il Service del centenario ha un duplice obiettivo: creare un luogo di protezione in fase di emergenza e creare sinergie tra pubblico e privato per far sapere alla comunità cremonese e alle donne vittime, che la città, con le sue realtà operanti nel terzo settore e non solo, è presente per dare una risposta concreta di accoglienza, ricreando un ambiente caldo e protetto e sostenendo il coraggio della denuncia degli atti di violenza domestica”.

Fondazione Città di Cremona ha messo a disposizione l’alloggio, proseguendo un impegno avviato già con la “Casa Rifugio Aida”, aperta nel 2017, e con l’appartamento per la semiautonomia. “Il progetto ci è piaciuto subito — ha sottolineato il presidente Giuseppe Foderaro — perché non si tratta solo di mettere a disposizione una casa, ma è la risposta a un bisogno importante che c’è in città. Dobbiamo essere tutti consapevoli che le risposte alle fragilità non possono più arrivare, nella maggior parte dei casi, da un soggetto solo, quello che crea la differenza è mettere a fattore comune le esperienze di ciascuno. Sono personalmente molto contento per le finalità, la modalità e per il fatto che si siano messi insieme tanti soggetti diversi, privati, istituzionali e pubblici perché solo così si possono affrontare con efficacia le sfide di uno stato sociale che talvolta non riesce a tenere il passo. La sussidiarietà e gli enti intermedi rendono quindi possibile ciò che il solo pubblico fatica a realizzare. Questo è l’atteggiamento vincente nelle risposte ai bisogni di una collettività; Fondazione, secondo le sue possibilità, continuerà ad essere di supporto alla realizzazione e gestione di progetti a beneficio delle persone con difficoltà”.

Come spiegato dalla presidente di Aida, Elena Guerreschi, l’accesso a Casa V.E.R.A. avverrà su segnalazione delle Forze dell’Ordine, dei Servizi Sociali e del Pronto Intervento Sociale. L’accoglienza sarà gratuita per le donne e i figli minori, con i costi di gestione sostenuti dai Comuni di residenza. La permanenza avrà una durata di 15 giorni rinnovabili fino a un mese, periodo utile per valutare il percorso più adatto: rientro nel nucleo familiare, trasferimento in altre province o accesso a strutture di secondo livello.

Durante il soggiorno le donne potranno usufruire di servizi di welfare, sostegno al reddito, corsi di alfabetizzazione, formazione e orientamento al lavoro, oltre al supporto psicologico e all’accompagnamento educativo gestito da Cooperativa Cosper e Cooperativa Nazareth.

Il problema della violenza domestica è sempre più sentito — ha affermato la viceprefetto vicario Iole Galasso —. Ogni intervento in questa direzione è fondamentale, perché non passa giorno senza notizie di maltrattamenti. Questa casa rappresenterà un luogo di accoglienza e protezione per donne e bambini in condizioni di grande difficoltà”.

Provo vergogna, come uomo, verso i maschi che affrontano le relazioni affettive sulla base di rapporti di forza e possesso — ha dichiarato Cesare Macconi, presidente della Fondazione Comunitaria —. I tanti episodi di violenza sulle donne, i femminicidi, sono segno dell’incapacità di molti uomini di affrontare la sconfitta e vivere la relazione affettiva sulla base di rapporti paritari. Sono quasi al termine del mio mandato – ha poi aggiunto – e mi adopererò per quanto possibile per far sì che il prossimo presidente di Fondazione Comunitaria sia una donna”. Un modo, ha spiegato, per contribuire a quel percorso di parità tra i sessi ancora lontano dall’essere raggiunto e che è parte del problema legato alla violenza di genere”.

Anche Fondazione Banca Popolare di Cremona è tra i soggetti promotori di Casa V.E.R.A., condividendo con Rotary Club Cremona e Aida l’obiettivo di dotare la comunità di una struttura capace di offrire protezione immediata alle donne: “Il nostro Consiglio Direttivo ha voluto aderire convintamente al progetto – ha sottolineato l’avvocato Roberto Guareschi, consigliere della Fondazione -, che riunisce istituzioni pubbliche e realtà del volontariato in una rete di scopo volta a garantire servizi specializzati e tutela per la sicurezza e la dignità delle donne. La Fondazione, già da tempo vicina ad Aida attraverso contributi destinati alla gestione delle attività di protezione sociale ed economica, conferma così il proprio impegno nel sostenere le iniziative che coniugano solidarietà, prevenzione e responsabilità civile”.

 

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