Monsignor Napolioni, dieci anni fa
la nomina a Vescovo di Cremona
Lunedì 16 novembre 2015 alle ore 12, nella cappella di Santo Stefano del Palazzo Vescovile di Cremona, mons. Dante Lafranconi annunciava la nomina del nuovo vescovo di Cremona: mons. Antonio Napolioni del clero dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, fino a quel momento parroco della parrocchia di San Severino Vescovo, in San Severino Marche, e vicario episcopale della medesima arcidiocesi.
Nella bolla di nomina, l’allora Papa Francesco scrisse: “La storia dell’insigne e antica Chiesa Cremonese ti suggerirà con abbondanza testimonianze molto utili: da esse istruito e fortificato dalla protezione celeste, ti adopererai a mostrare con luminosità i precetti e le parole di salvezza di Cristo Signore”.
Infatti, nel suo primo messaggio alla comunità cremonese, mons. Napolioni spiegò di non essere mai stato nella città del Torrazzo ma di conoscere bene gli scritti di don Primo Mazzolari: “Egli affermava che ‘niente è fuori della paternità di Dio, niente è fuori della Chiesa’: con grande rispetto per il pluralismo contemporaneo, sarà questa la ragione di un dialogo schietto con gli uomini e le donne del territorio, della cultura, delle Istituzioni”.
Il motto scelto dall’85° vescovo di Cremona svetta tuttora nello stemma posto sulla facciata di Palazzo Vescovile: “servite Domino in laetitia” ossia “servite il Signore nella gioia”. Parole che al contempo risultano un invito per ciascuno e rappresentano la missione affidata a mons. Napolioni, che Sua Eccellenza porta avanti con devozione.