Cronaca

Usura su reddito di cittadinanza:
tassi fino a 4.500%, otto condanne

Otto persone condannate per usura e prestazione abusiva di servizi a pagamento, approfittando della vulnerabilità di percettori di reddito di cittadinanza. Indagini della Guardia di Finanza hanno rivelato gravi irregolarità in quattro esercizi commerciali.

La Guardia di Finanza di Cremona
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Usura e abusiva prestazione di servizi a pagamento: queste le accuse nei confronti di otto persone che sono state condannate dal giudice del Tribunale di Cremona al termine di un processo penale che ha fatto seguito a una complessa indagine della Guardia di Finanza.

Nel dettaglio, l’attività investigativa, condotta tra il 2022 e il 2023 dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Cremona, ha portato all’accertamento di numerose condotte illecite consumate all’interno di quattro esercizi commerciali di Cremona, tra cui due tabaccherie, un’attività di ristorazione e di minimarket.

Le persone condannate operando in concorso tra loro e approfittando dello stato di bisogno e difficoltà
economica di percettori del reddito di cittadinanza, si rendevano disponibili a monetizzare il credito presente sulle tessere del reddito di cittadinanza, come una sorta di bancomat, restituendo però una somma in contanti decurtata di una percentuale ben al di sopra della soglia prevista dalla Banca d’Italia, con tassi decisamente usurari.

Utilizzando la carta per l’acquisto simulato di beni e/o servizi, venivano aggirate le limitazioni previste dalla normativa circa l’utilizzo del contante (cioè la possibilità per tali carte di prelevare non più di 100 euro al mese).

Le operazioni contestate sono complessivamente 1.556 ed il controvalore complessivo del denaro monetizzato
attraverso queste operazioni è di circa 70.000 euro, mentre i tassi usurari applicati variavano dal 782% fino a un
massimo del 4.563%.

Il procedimento si è concluso con un patteggiamento, anche in virtù del risarcimento del danno alle persone offese. Nel dettaglio, 7 imputati hanno ricevuto la pena di un anno di reclusione e 3000 euro di multa, con pena sospesa, mentre l’ultimo imputato ha ricevuto la pena di un anno e sei mesi di reclusione e 3300 euro di multa, con sospensione subordinata alla prestazione di attività non retribuita a favore del Comune di Cremona per 9 mesi.

Laura Bosio

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