Politica

Giustizia e separazione carriere,
gli elementi della riforma

Il convegno di Forza Italia a Cremona ha acceso il dibattito sulla separazione delle carriere, evidenziando le proposte di riforma e l'importanza del voto popolare.

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“Per una giustizia giusta”: questo il titolo del convegno promosso da Forza Italia e svoltosi nella Sala Mercanti della Camera di Commercio di Cremona: una tappa locale della giornata nazionale organizzata dal partito per rilanciare il dibattito sulla riforma costituzionale in materia di separazione delle carriere.

Il capogruppo di FI in consiglio comunale, Andrea Carassai, ha quindi moderato l’incontro.

Ad aprire la serata è stato Gabriele Gallina, coordinatore provinciale, che ha ricordato come “la giustizia sia una battaglia identitaria per Forza Italia sin dalla sua nascita”. Gallina ha spiegato che “la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri non è un vezzo politico, ma una garanzia per i cittadini“, sottolineando come una parte della magistratura “abbia mostrato, in questi anni, derive che hanno messo in discussione l’equilibrio tra i poteri dello Stato”.

A seguire è intervenuto Luca Ghidini, coordinatore cittadino, che ha illustrato la campagna di raccolta firme avviata dal partito. “Questa battaglia – ha detto – è un atto dovuto verso chi si è visto togliere anni di vita dallo Stato”. Ghidini ha invitato a una partecipazione ampia: sabato 22 novembre in piazza Stradivari si terrà la raccolta firme a sostegno della proposta di legge Zuncheddu.

Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona, Alessio Romanelli, ha portato il punto di vista dell’avvocatura, favorevole alla riforma. “La separazione delle carriere è una questione di coerenza istituzionale“, ha dichiarato. Ha poi spiegato i cardini della proposta: “La riforma tocca diversi articoli della Costituzione e prevede due Consigli superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, oltre alla creazione di un’Alta Corte per le questioni disciplinari”.

Romanelli ha precisato che “i magistrati rimarranno parte del medesimo ordine giudiziario e soggetti soltanto alla legge”, e che la doppia presidenza del Capo dello Stato rappresenta “una garanzia di equilibrio”. Ha inoltre ricordato che, non essendo stata approvata dal Parlamento con i due terzi dei voti, “la riforma dovrà passare dal referendum confermativo”.

A concludere il confronto è stato l’avvocato e consigliere regionale Giulio Gallera, che ha richiamato l’importanza del voto popolare. “Questa riforma non guarda al passato ma al futuro del Paese”, ha affermato.

Gallera ha ribadito la linea liberale del partito: “Una giustizia giusta è quella che tutela i cittadini e che non consente a nessun potere di oltrepassare i propri confini“. Ha poi aggiunto: “Chiediamo una magistratura non politicizzata e una netta distinzione dei ruoli. È una riforma di buon senso e di equilibrio”.

L’incontro si è chiuso con l’invito dei relatori a informarsi, a partecipare e a considerare il referendum come “un passaggio decisivo per restituire fiducia nello Stato e nel sistema giudiziario”.

Laura Bosio

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