Il Comune di Cremona entra
nella Comunità Energetica
La Cer cittadina avrà sede legale in Comune e destinerà il 30% degli incentivi statali a un fondo di solidarietà per sostenere progetti sociali sul territorio. Il passaggio in consiglio comunale è atteso la prossima settimana.
Il percorso è passato in commissione e approderà in consiglio comunale la prossima settimana: anche il Comune di Cremona entrerà a far parte della Cer, la Comunità Energetica Rinnovabile promossa dalla Diocesi di Cremona, capofila del progetto.
“Si tratta di un passaggio importante, avviato su tutto il territorio, soprattutto nei piccoli comuni, e che finora mancava nella nostra città” ha spiegato il sindaco Andrea Virgilio. “La proposta concreta di una comunità energetica cittadina è arrivata tramite la Diocesi, e quindi anche noi entreremo a far parte di questa realtà. La finalità è duplice: ambientale e sociale. Oggi in commissione sosteniamo l’adesione del Comune alla CER cittadina, e nelle prossime settimane, se il Consiglio darà parere favorevole, procederemo alla sottoscrizione”.
La sede legale sarà il Comune di Cremona, mentre la Diocesi resterà il soggetto capofila.
A illustrare gli aspetti tecnici è stato Giuseppe Dasti, coordinatore del progetto delle Cer promosse dalla Diocesi. “La comunità energetica è un aggregato di utenti consumatori e produttori di energia da fonti rinnovabili che scelgono liberamente di unirsi”, ha spiegato Dasti.
“Le comunità energetiche generano tre tipi di benefici: ambientali, sociali ed economici. Una volta costituita la Cer cittadina, l’adesione sarà aperta a cittadini e imprese. Chi partecipa, come consumatore o come produttore, ottiene un beneficio economico perché una quota degli incentivi statali sull’energia condivisa viene distribuita ai soci”.
Fondamentale anche la ricaduta sociale. “Una parte di questi incentivi – ha aggiunto Dasti – pari al 30% delle risorse complessive, sarà destinata a un fondo di solidarietà per finanziare progetti con finalità sociali. L’incentivo durerà 20 anni. L’obiettivo è creare una comunità energetica profondamente radicata nel territorio, capace di generare un beneficio concreto soprattutto per i cittadini più fragili”.
Silvia Galli