Nomine Padania Acque: partiti
d'accordo sulle regole, tranne uno
Presentate giovedì pomeriggio ai capigruppo del Consiglio comunale in Ufficio di Presidenza, le modifiche statutarie di Padania Acque Spa per regolamentare la nomina degli organi sociali (Cda e sindaci) e del comitato consultivo, composto da 11 sindaci di cui 5 eletti dall’assemblea. Era questa una precisa richiestagiunta proprio dai sindaci – azionisti della società dell’idrico, dopo che l’ultima assemblea non era riuscita a nominare il collegio sindacale. A pesare, sono anche le divisioni nel centrodestra cremonese, con Forza Italia e Lega da una parte e Fratelli d’Italia dall’altra. Situazione che si è ripresentata anche nel voto dei capigruppo: tutti a favore delle modifiche, tranne Chiara Capelletti, FDI, che si è astenuta.

A illustrare le modifiche sono stati i vertici aziendali: il presidente Cristian Chizzoli, l’amministratore delegato Alessandro Lanfranchi, il direttore Stefano Ottolini. I criteri alla base del nuovo testo – ha spiegato Chizzoli – sono stati trasparenza, rappresentanza e governabilità e dovrebbero evitare situazioni come quella che si è presentata per il rinnovo del collegio sindacale, in cui i nominativi dei candidati sono emersi quando l’assemblea era già riunita. “Le proposte – ha spiegato – dovranno essere presentate in anticipo e questo garantisce trasparenza per tutti i soci, dal più piccolo al più grande”.
Le modifiche verranno discusse nella prossima assemblea straordinaria del 18 dicembre, quando verrà anche fissata la data per un’ulteriore assemblea che dovrà rinnovare appunto il collegio sindacale, oggi composto da Marco Todeschini (presidente), Veronica Grazioli e Andrea Bignami, in proroga. Sarà quello il primo banco di prova per il nuovo statuto che introduce il criterio del voto di lista sia per il Cda, che per i sindaci che per il comitato consultivo, un organismo di 11 membri di cui 6 sono eletti su designazione della Provincia e 5 dall’Assemblea.
La novità sta appunto nel voto di lista, ciascuna delle quali dovrà rappresentare almeno il 20% del capitale sociale. La lista dovrà necessariamente essere sottoscritta digitalmente in modo da poter attribuire ora e data certa. Ogni socio non potrà sottoscrivere più di una lista e allo stesso modo un candidato non potrà presentarsi in più liste.

Parole di apprezzamento per il lavoro svolto in tema di governance dai vertici di Padania, sono arrivate da Jane Alquati, Lega: “Le modifiche hanno l’obiettivo di disciplinare il funzionamento dell’assemblea dei soci“, ha detto sottolineando i tre principi fondamentali citati da Chizzoli. In particolare, per quanto riguarda la trasparenza: “i soci che intendono proporre candidature per gli organi devono depositarle sotto forma di liste (sottoscritte almeno dal 20% del capitale) corredate di CV, accettazione delle candidature, dichiarazioni di assenza di cause di ineleggibilità / incompatibilità. In questo modo tutti i soci saranno informati sulle proposte che andranno a votare in assemblea.
“Governabilità: i soci che rappresentano la maggioranza del capitale sociale hanno diritto a nominare la maggioranza degli organi, garantendo così la governabilità aziendale. Rappresentanza: i soci “di minoranza” (che rappresentino almeno il 20% del capitale) hanno diritto a essere rappresentati in tali organi. Questo principio lo ritengo particolarmente importante in una società pubblica con un capitale sociale frammentato in 111 soci. Il metodo di elezioni adottato (in caso vengano presentate più liste) è il puro proporzionale.
“Ad oggi – ha concluso Alquati – in assenza di queste norme, di fatto le proposte di nomina vengono fatte “verbalmente” in assemblea (con molti soci che le apprendono al momento, senza spesso conoscere i profili proposti). Inoltre, in assenza di regolamento, ad oggi i soci che rappresentano il 50% + 1 delle azioni potrebbero nominare per intero gli organi, escludendo la minoranza”.
Giuliana Biagi
