Agricoltura, 2025 tra luci e ombre:
i pareri di Coldiretti e Libera
Da un andamento economico migliore rispetto al 2024 alla peste suina, passando per problematiche a livello europeo ed internazionale ma anche grandi riconoscimenti.
È stata un’annata in chiaroscuro quella vissuta dall’agricoltura e zootecnia cremonese, che in questo 2025 ha visto particolarmente impegnati gli addetti di settore.
A tracciare un bilancio, arrivano in nostro aiuto il direttore di Coldiretti Cremona Giovanni Roncalli e il presidente di Libera agricoltori Cesare Soldi.
“Un’annata a luci ed ombre – commenta Roncalli – ma con tante positività; ultima, in ordine di tempo, quella del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’UNESCO. L’apprezzamento per il settore agroalimentare italiano, che sta continuando a crescere: abbiamo raggiunto i 74 miliardi di export, un dato economico che ci piace mettere in evidenza”.

“Tra le ombre, invece – prosegue il Direttore di Coldiretti -, rientra la politica europea: oggi ci preoccupano le scelte che l’Unione sta facendo, in particolare la Commissione Europea con la sua Presidente, che non stanno assolutamente interpretando il bene della nostra agricoltura e delle nostre imprese. La scelta del rinvio del Mercosur va nella direzione giusta ma dobbiamo assolutamente portare a casa il risultato della reciprocità; è impensabile che nel nostro Paese e in Europa entri cibo che non sia identificato e che, comunque, viene prodotto con delle tecniche senza presidi sanitari, utilizzando metodi che da noi sono stati abbandonati già 30 anni fa”.
“È stata un’annata complicata per l’agricoltura – aggiunge Soldi – in tutti i comparti: il 2025 infatti è stato caratterizzato da un giugno particolarmente caldo, aspetto che ha influito su quelle che sono le resi delle principali materie prime, e prezzi asfittici sul frumento, sul mais, sulla soia hanno rischiato di mettere ulteriormente in ginocchio un settore che è già fortemente in crisi. Sotto il punto di vista agronomico, però, ci sono buone novità: di sicuro l’anno appena trascorso non è paragonabile a quello del 2024, pessima a causa della piovosità”.
“Anche il settore suinicolo – prosegue il Presidente di Libera – ha risentito di alcune problematiche, legate principalmente alla PSA (peste suina, ndr); lo scorso novembre l’ultimo dei 31 comuni che era ancora in zona restrizione ne è uscito. Oggi si deve fare i conti con una domanda debole e con la necessità di contenere quella che è la fauna selvatica”.

“C’è poi il settore lattiero caseario, che ha visto quest’estate 29 comuni in zona di sorveglianza per la dermatite nodulare; anche in questo caso oggi c’è una domanda più debole del previsto, con produzioni in crescita a livello europeo e prezzi in forte diminuzione. Il tavolo ministeriale che abbiamo richiesto più e più volte, e che è stato appunto fatto lo scorso 2 e 9 di dicembre, ha messo in campo delle azioni. Sarà importante monitorare che tutto ciò venga messo in pratica, proprio per evitare che nessun litro venga lasciato a casa delle nostre stalle; in particolare sarà importante anche verificare quali prezzi vengano riconosciuti effettivamente ai nostri agricoltori, senza avere delle diminuzioni importanti”.
Tante le sfide quindi ancora all’orizzonte, con un occhio attento e sempre puntato sul futuro di un comparto tra i più importanti e rilevanti per l’economia dell’intero territorio cremonese.
“Ci aspetta una battaglia determinante per quanto riguarda il Fondo Unico – afferma in merito Roncalli -, una sfida che stiamo cercando di cogliere. Il taglio dei 90 miliardi prospettato a livello europeo non ci soddisfa e, anche per questo, lo scorso 18 dicembre eravamo a Bruxelles per far sapere all’Unione che tutta l’agricoltura europea è contraria a questa scelta; puntiamo ad impegnare i nostri parlamentari, i nostri rappresentanti affinché smentiscano le scelte di Ursula Von der Leyen”.
“Il messaggio che voglio dare – conclude Soldi – è che, nonostante sullo sfondo ci siano scenari europei che vedano guerre di dazi, tagli sulla prossima PAC e discussione sui trattati internazionali, è importante prestare attenzione affinché il motore del nostro agroalimentare cremonese non vada fuori giri, ma anzi possa continuare ad essere un motore di propulsione per tutto il territorio”.
Andrea Colla