Bergamaschi su attacco statunitense
in Venezuela: "Diritto violato"
Il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, interviene sull’attacco statunitense in Venezuela con un post in cui reclama la necessità, per l’Europa, di essere sempre più unita, per portare avanti una visione democratica in un mondo in cui prevale la forza sulla legalità
“Il diritto si fonda essenzialmente sul consenso – cosi il primo cittadino di Crema, Fabio Bergamaschi, esordisce nel post di commento all’attacco statunitense in Venezuela -. È quel che Max Weber chiamava “la credenza nella validità”. Una regola che vale per disciplinare i rapporti tra due o più soggetti è valida se quei due o più soggetti ne riconoscono la sua validità. Qui sta tutta la forza e la debolezza del diritto.
Non sembra esserci più tanta “credenza nella validità” nel diritto internazionale, se anche gli Stati Uniti, quel poliziotto del mondo che almeno tradizionalmente provava ad ammantare di legalità internazionale anche gli interventi più controversi, oggi non sentono nemmeno più il bisogno di usare le foglie di fico”.
Secondo il sindaco di Crema dietro all’attacco c’è la necessita delle risorse, specie petrolio, che Trump non ha nascosto. Prosegue: “Servono le risorse. E lo dicono. Serve ricondurre, anche con l’uso della forza, i Paesi dell’America latina alla propria sfera di influenza. Anzi, alla propria linea politica. E lo dicono.
Lo dice da tempo Putin dell’Ucraina. E poi lo dirà per chissà quali altri Paesi dell’ex Unione Sovietica, oggi saldamente europei.
Lo dice Xi per Taiwan”.
Bergamaschi chiude la sua riflessione pensando al ruolo dell’Europa: ”Non ho mai avuto simpatie per Maduro ed il suo regime crudele e fallimentare. Né per ogni sistema politico di stampo illiberale e antidemocratico, che lo sia in modo palese o larvato.
Mi domando oggi cosa siano gli Stati Uniti d’America.
In un mondo in cui la “forza della forza” prevale sulla forza della legalità, credo che per noi italiani ed europei si debba uscire con un’unica prospettiva possibile di stabilità e benessere: gli Stati Uniti, ma quelli d’Europa”.