Raddoppio RFI, a Pizzighettone
il Comitato sollecita decisione
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Il Comitato raccolta firme insieme al tavolo tecnico denunciano, per l’ennesima volta, la mancanza assoluta di informazioni circa il tracciato ferroviario del raddoppio, a Pizzighettone, della tratta Cremona – Codogno. L’argomento è tornato alla ribalta alla fine dell’anno e all’inizio del 2026 con l’allarme circa il mancato finanziamento di questo secondo lotto, anche se proprio nei giorni scorsi la Regione ha spiegato che l’opera sarà sicuramente finanziata una volta che sia certa la sua “cantierabilità”.
Il problema è che non c’è ancora alcuna certezza su quale sarà il tracciato, lamentano i sostenitori della raccolta firme contro il primo progetto di RFI che prevedeva il passaggio del secondo binario in affiancamento a quello attuale anche nel tratto maggiormente edificato del Comune. “Le ultime notizie – spiegano – risalgono ai primi giorni di novembre 2025, nei quali si palesavano un interessamento del Ministero delle Infrastrutture e l’apertura di un tavolo di discussione sul passaggio a Pizzighettone.
“Ad oggi sono trascorsi 3 mesi… comprendiamo lo stop delle festività, ma la questione è sul tavolo da ormai 2 anni dunque c’è da chiedersi come questo paese possa ambire alla realizzazione di opere ancora più importanti quando non riesce a trovare la quadra circa un paio di chilometri di attraversamento urbano.
“Inoltre, dai primi giorni del nuovo anno, è in atto una campagna sugli organi di stampa che sollecita di continuo il reperimento dei fondi mancanti.
È di martedì la notizia che, a seguito di un’ interrogazione al Consiglio Regionale, la Lombardia si impegna a sollecitare il governo per questi fondi. I toni trionfalistici che compaiono sugli organi di stampa, a fronte delle richieste continue e perduranti da due anni e ancora senza un’idea concreta in risposta, sono inaccettabili.
La politica dimostra di ignorare le richieste dei cittadini.
“In eguale modo accade con l’ente Provincia di Cremona, il quale sembra non interessarsi della delicata questione, quasi come se Pizzighettone non appartenesse al territorio Cremonese; anzi intervenendo addirittura in contrasto con le amministrazioni e i cittadini, come attestano recenti decisioni.
“Insomma – concludono i rappresentanti del Cmitato – il problema è solo politico perché il buon senso avrebbe da tempo modificato il progetto e la domanda che continuiamo a porci è, da due anni, la medesima: quando sarà il momento per la politica di rappresentare le reali esigenze e tutelare i diritti di noi cittadini giungendo finalmente ad una risposta concreta…?