Cronaca

Lezioni di biodiversità al Cr Forma con l'esperto di Slow Food

L’iniziativa fa parte della rassegna culturale “Camminare su un filo di seta” sostenuta da Politecnico e Comune

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Si è tenuto presso la sede del Cr Forma di Cremona un nuovo, intenso capitolo del progetto “I formaggi a latte crudo in cucina – valorizzare gli alimenti attraverso la ristorazione”. Protagonisti della mattinata sono stati gli studenti delle
classi 3A e 3B (indirizzo Sala e Cucina), impegnati in un percorso di approfondimento dedicato all’arte della caseificazione artigianale e alla tutela della biodiversità.

L’iniziativa, coordinata da Milk Ets in collaborazione con Slow Food Cremonese, fa parte della rassegna culturale “Camminare su un filo di seta”, sostenuta dal Politecnico di Milano polo territoriale di Cremona e dal Comune di Cremona.

A guidare i futuri professionisti della ristorazione è stato Valerio Cherubini, esperto di Slow Food Bassa bresciana.  Durante l’incontro, Cherubini ha illustrato il significato profondo dei presìdi Slow Food, spiegando come queste produzioni non siano semplici alimenti, ma baluardi di resistenza culturale. Attraverso il recupero di razze animali e mestieri antichi, i presìdi garantiscono un futuro a territori spesso marginali, offrendo al contempo prodotti di
una qualità organolettica superiore.

Gli studenti hanno risposto con entusiasmo, partecipando attivamente alla discussione sul valore politico e gastronomico del cibo e sull’importanza di una cucina che sappia farsi ambasciatrice della sostenibilità e dell’identità locale.

Il momento clou della giornata è stata la degustazione tecnica di due rarità casearie lombarde, esempi magistrali di come il latte crudo possa farsi interprete di un territorio:

Il Tombea: formaggio di montagna d’eccezione prodotto negli alpeggi della Valvestino, che ha colpito gli studenti per la complessità delle sue note aromatiche e la persistenza tipica delle lunghe stagionature.

Il Fatulì: antico caprino affumicato della Val Saviore. I ragazzi hanno potuto scoprire la storia della capra Bionda dell’Adamello e le peculiari tecniche di affumicatura con legno di ginepro che rendono questo “piccolo pezzo” (traduzione del nome dal dialetto locale) unico al mondo.

“L’obiettivo era quello di fornire agli studenti gli strumenti per riconoscere la qualità assoluta e la storia che si cela dietro un prodotto,” ha commentato il prof. Natan Somenzi, presidente di Milk Ets. “Portare i presìdi Slow Food in classe significa insegnare ai ragazzi che un grande piatto nasce prima di tutto dalla scelta consapevole di materie prime che rispettano l’ambiente e il lavoro dei produttori.”

Il progetto non si ferma qui: dopo gli incontri laboratoriali e le testimonianze dei produttori, il percorso culminerà in primavera con un grande evento finale. Gli studenti saranno chiamati a mettersi alla prova in cucina e in sala, ideando e presentando ricette originali capaci di esaltare i formaggi scoperti durante l’anno scolastico.

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