Opinioni

"No" al referendum Giustizia. Piloni: separazione delle carriere esiste già

Il referendum del prossimo 22 e 23 marzo riguarda la separazione delle magistrature, non delle carriere.

Le carriere sono già fortemente separate attraverso la riforma Cartabia, entrata in vigore tre anni fa limitando molto la possibilità ai magistrati di cambiare funzione, senza tra l’altro modificare la Costituzione. Oggi solo lo 0,3% dei magistrati (una quarantina) ha cambiato carriera, e solo una volta. Ottenendo che chi indaga, indaga, e chi giudica, giudica.

Il referendum propone invece la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura, il CSM. E lo si fa attraverso una modifica costituzionale, non con una semplice legge ordinaria. Una modifica della Costituzione proposta e “blindata” dal Governo, che nei fatti non ha avuto alcun confronto con il Parlamento.

Dividere il CSM significa indebolirlo. E prevedere il sorteggio solo per i membri togati (i magistrati), togliendogli inoltre la competenza disciplinare, porta inevitabilmente al rischio di indebolire l’autonomia della magistratura stessa. Autonomia che è una garanzia per i cittadini. Indebolirla significa indebolire questa garanzia. Per tutti. Si chiama eterogenesi dei fini: si dice che non si vuole questo, ma si creano le condizioni affinchè avvenga. Ecco perchè io voterò NO al referendum.

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