"Destini di donne", al Ponchielli quattro appuntamenti tra prosa e danza
Il Teatro Ponchielli presenta un percorso di spettacoli e incontri dedicati alle lotte delle donne, esplorando storie di resilienza e riscatto nella società
Un percorso teatrale attraverso incontri e spettacoli di Prosa e Danza. Un viaggio in universi femminili diversi, in cui si delineano volti di donne consapevoli, vittime o in cerca di riscatto. Destini di donne: quattro proposte al Teatro Ponchielli pensate per far riflettere, discutere e celebrare la donna, le lotte per l’uguaglianza, la dignità nella società e le piccole e grandi battaglie che non sono ancora concluse in molte parti del mondo.
Il primo spettacolo, L’angelo del Focolare, per la regia di Emma Dante, Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale Teatro di Venezia 2026, vedrà in scena, martedì 3 marzo (ore 20.30), l’atroce ritualità di un femminicidio. Un racconto amaro e visionario sul silenzio che circonda le vittime, sull’assurdità di una violenza ormai normalizzata, sull’impossibilità di spezzare un destino che si ripete all’infinito.
Il percorso prosegue sabato 7 marzo alle 17.45 nel Ridotto del Teatro Ponchielli, con un appuntamento ad ingresso libero, nato dalla sinergia tra Teatro A. Ponchielli, Soroptimist Club Cremona in collaborazione con Archivio di Stato di Cremona e con la partecipazione della compagnia teatrale “La Casta D.” di Denise Valentino.
L’incontro dal titolo Ritratti di donne cremonesi dell’800 a cura di Fabrizio Superti delineerà quattro ritratti: quello di una nobile, di una prostituta, di una maestra d’asilo e di una giovane contadina, che saranno riportati alla luce da Superti attraverso una minuziosa ricerca condotta negli archivi del Tribunale di Cremona conservati presso l’Archivio di Stato. Gli originali monologhi scritti da Denise Valentino e interpretati dalle attrici della compagnia teatrale amatoriale “la Casta D” daranno vita alle quattro figure femminili e al complesso universo storico e sociale della Cremona ottocentesca.
A seguire, nello stesso giorno, alle 20.30 la Compagnia Opus Ballet sarà interprete de La Duse. Nessuna opera, coreografia di Adriano Bolognino e Rosaria Di Mauro, vincitrice del Premio Danza&Danza come Miglior Produzione italiana – Middle Scale. 2024. Un vibrante omaggio a Eleonora Duse, alla sua genialità e creatività e alla sua visione del teatro e della donna, capace di sfidare le convenzioni del recitare per abbracciare un’emotività più profonda.
Scritto e interpretato da Tindaro Granata, Vorrei una voce, concluderà domenica 8 marzo (ore 20.30) il percorso dedicato alla giornata Internazionale della Donna. Lo spettacolo in forma di monologo, costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback, è fortemente ispirato dal lungo percorso teatrale che l’autore e attore siciliano ha realizzato al teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. Vorrei una voce è dedicato a coloro i quali hanno perso la capacità di farlo.
Un cammino attraverso spettacoli che invitano a riconoscere il valore, la forza e il contributo dell’universo femminile in ogni ambito della vita, ma allo stesso tempo, richiamano l’attenzione sulle disuguaglianze ancora presenti, sulle discriminazioni e sulle violenze di genere, sottolineando quanto sia importante continuare a promuovere rispetto, pari opportunità e libertà di scelta.