Cronaca

Si era finto poliziotto per rubare in casa: condanna. Vittima minacciata con un cacciavite

Con l'accusa di rapina, pena di quattro anni e otto mesi all'imputato, entrato con quatto complici in un'abitazione di Corte de' Cortesi nell'ottobre del 2015

Il 23 ottobre del 2015 nell’abitazione di Corte de’ Cortesi con Cignone di una 57enne erano entrati in cinque, tutti travestiti da poliziotti. Alla padrona di casa era stato puntato contro un grosso cacciavite con il quale i rapinatori avevano fatto il gesto di colpirla per intimarle di stare ferma.

E poi avevano cominciato a setacciare tutta la casa, facendo razzia di collane, braccialetti, anelli, orecchini e orologi trovati e prelevati nelle varie stanze dell’abitazione. Una volta finito, i cinque se n’erano andati con un bottino di 25.000 euro. La fuga, ripresa dalle telecamere, era avvenuta a bordo di una Seat Leon.

Quando la padrona di casa era rimasta da sola, terrorizzata, aveva allertato le forze dell’ordine, che avevano cominciato ad indagare, raccogliendo la testimonianza della vittima, le immagini dei video e tutti gli elementi utili per arrivare all’identificazione degli autori del commando.

A processo è finito Giovanni Movilia, 43 anni, di Reggio Calabria, l’unico ad essere stato riconosciuto dalla 57enne. Ieri i giudici lo hanno condannato ad una pena di quattro anni, otto mesi e 1.100 euro di multa (il pm aveva chiesto cinque anni e duemila euro di multa). Nell’ottobre dell’anno scorso l’imputato era stato condannato insieme ad altri dal tribunale di Trento a sette anni e otto mesi perchè ritenuto componente di una banda composta da almeno sei persone che nel giro di un anno ha svuotato decine di abitazioni.

In svariate occasioni si spacciavano per tecnici addetti al controllo dell’eventuale presenza di mercurio nell’acqua. Metallo che avrebbe potuto intaccare i gioielli e i beni di valore presenti in casa se non fossero stati messi nel frigorifero. Poi prendevano i gioielli e riuscivano a rubarli ingannando gli anziani presi di mira.

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