Tentato omicidio in piazza Roma, l'imputato: "Non sono io l'aggressore, ero a casa"
Un indiano di 25 anni finito a processo per aver preso a manganellate un minorenne marocchino si è difeso. "Stavo chattando con la mia ragazza"
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“Quella sera ero a casa a chattare con la mia ragazza, non sono io l’aggressore“. Colpo di scena nel processo per tentato omicidio commesso la sera del 26 marzo del 2022 ai giardini di Piazza Roma. Sotto accusa c’è un indiano di 25 anni che sarebbe l’autore della brutale aggressione avvenuta ai danni di un minorenne marocchino, oggi maggiorenne, parte civile con l’avvocato Cristina Pugnoli.
A “scagionarlo” è stata la sua ex ragazza, che oggi ha testimoniato sostenendo di aver chattato con lui la sera dei fatti. “Io vivevo a Parma e lui a Cremona”, ha raccontato la giovane. “Dalle 20,11 ci siamo mandati dei messaggi e poi ci siamo fatti delle videochiamate. A distanza, stavamo guardando un film“. La testimone ha conservato le chat con orari e numeri di telefono, materiale che il tribunale ha acquisito e che ora dovrà vagliare. Nelle sue dichiarazioni spontanee, l’imputato ha confermato di essere stato a casa.

“Ero ai giardini di piazza Roma seduto su una panchina quando ad un certo punto ho sentito delle urla di tante persone dietro di me. Quando mi sono girato ho preso una manganellata in testa e sono svenuto“. Era quanto dichiarato dal giovanissimo marocchino che era stato vittima della violenza di un gruppo di ragazzi. Il giovane era riuscito a vedere chi lo aveva colpito con il manganello. “Non lo conoscevo”, aveva raccontato, “ma era indiano. E nel gruppo c’era un’altra persona che conoscevo”.
Il minore era stato soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza in ospedale dove era stato ricoverato nel reparto di rianimazione con un grave trauma cranico. Nelle foto che gli erano state mostrate in aula, aveva riconosciuto l’imputato, anche se, come aveva fatto notare la difesa, nelle sue dichiarazioni del 13 aprile del 2022 in Questura aveva detto di non essere riuscito a vedere nulla perchè era stato colto di sorpresa. Sul movente, la vittima aveva spiegato di non aver avuto alcuno screzio con quei ragazzi. “Gli screzi con loro li ha avuti mio fratello“.
Il prossimo 23 giugno sarà pronunciata la sentenza.