In auditorium il suono della viola Stauffer: un pezzo di storia della famiglia Amati
Sabato 21 marzo alle 12, Daniele Valabrega darà vita al recital solistico con la viola contralto realizzata da Gerolamo Amati: il più antico tra gli strumenti di questo registro realizzati a Cremona
La viola contralto Stauffer, costruita da Girolamo Amati nel 1615, è il più antico tra gli strumenti di questo registro realizzati a Cremona. Sabato 21 marzo alle 12, in Auditorium Giovanni Arvedi, sarà affidata a Daniele Valabrega per un breve recital solistico.
Non solo la viola si svela nella sua essenza più pura di voce scura, calda e malinconica per nulla inferiore in espressività al violino, ma racconta una interessante pagina di storia della liuteria cremonese. Lo annuncia il titolo dell’audizione: “Fratelli Amati”. L’etichetta all’interno della cassa armonica recita, infatti, Antonius & Hieronymus Fr. Amati Cremonen. Andreæ fil. F. 1615. In realtà è opera del solo Girolamo poiché il fratello Antonio muore nel 1608. Di loro non si sa molto. Sono apparentemente distanti per età e probabilmente il frutto di due successivi matrimoni.
Antonio nasce prima del 1540 e pare non abbia figli. Già in un documento del 1559 è definito “Magistro Antonio che fa i liuti”, professione citata anche nella registrazione del suo funerale. La biografia di Girolamo è più conosciuta: nasce verso il 1550, ha due mogli e una dozzina di figli tra i quali Nicolò, per buona parte del Seicento guida della bottega avita.
Non possiamo oggi immaginare quali fossero i loro rapporti, ma nel 1588 il fratello minore chiede al maggiore la restituzione della parte di dote delle mogli che gli era stata riconosciuta in passato. La vicenda porta alla spartizione degli attrezzi di lavoro e Antonio sembra allontanarsi. Entrambi continuano tuttavia a utilizzare un’etichetta comune recante i due nomi. La bottega è, evidentemente, un’attività produttiva di una certa importanza: in termini odierni la si definirebbe propriamente un’impresa familiare.
Certo è che Girolamo sa bene interpretare le esigenze di musicisti e compositori del proprio tempo, concorrendo a consegnare alla viola un ruolo da protagonista nella musica strumentale. Il passaggio dalla taglia tenore, più grande, a quella contralto, di ingombro ridotto, è un chiaro aiuto alla suonabilità soprattutto nelle posizioni acute.
Se già nel 1615 la viola è pronta ad affacciarsi alla modernità, il programma del recital di Daniele Valabrega è prova virtuosistica e introspettiva, che esplora l’evoluzione solistica dello strumento attraverso quattro secoli di storia della musica.
L’apertura è affidata ai pilastri del passato. Il Preludio dalla Suite n. 3 BWV 1009 di Johann Sebastian Bach, trasposto sulla viola, acquista una risonanza particolare, trasformando scale, arpeggi e accordi in una cattedrale sonora dalle geometrie rigorose e perfette. Sono invece ipnotiche le sessanta variazioni del tema della Passacaglia di Franz Ignaz von Biber, uno dei vertici della letteratura violinistica seicentesca.
L’Esercizio e Arpeggio in Sol maggiore di Alessandro Rolla, maestro di Paganini, a dispetto del titolo, non è affatto un brano scolastico. Porta a sintesi il Settecento e lo stile galante in una prova di eleganza classica e tecnica brillante, ma sembra al contempo sfuggirvi in un corteggiare dissonanze e episodi di estrema difficoltà esecutiva. Con Henri Vieuxtemps, la sfida si fa estrema. Il suo Capriccio “Hommage à Paganini” è un manifesto di virtuosismo trascendentale. Qui la viola afferma, canta e conquista vette impervie, in un tributo appassionato al leggendario violinista genovese.
Infine la distesa cantabilità del Cigno dal Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saëns: la viola eredita dal violoncello la linea melodica struggente e aggraziata, fragile e trasparente, con fluente capacità di rinviare da una semifrase alla successiva l’atteso riposo.
Daniele Valabrega, classe 1996, nasce in una famiglia di musicisti. Si diploma con lode nella classe di Luca Sanzò al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Vince numerosi concorsi nazionali ed europei, tra cui i primi premi assoluti ai concorsi Città di Giussano, Giovani Musici, Jacopo Napoli, ed il Premio Abbado come miglior violista.
Si perfeziona nella classe del Maestro Bruno Giuranna presso l’Accademia Stauffer di Cremona. Consegue il Master of Arts presso la Hochschule der Künste Bern, con lode, primo allievo delle classi di viola dell’istituzione a ottenere tale riconoscimento.
A fianco ai concerti solistici, svolge intensa attività cameristica. Si dedica in particolare alla musica contemporanea e collabora stabilmente con la Divertimento Ensemble. Ad oggi, quattro composizioni sono state scritte e a lui dedicate.
Ha suonato con musicisti quali Salvatore Accardo, Franco Petracchi, Robert McDuffie, Antonio Lysy, Andrea Lucchesini e Daniel Rowland. Ha realizzato registrazioni per le etichette Brilliant Classics, Stradivarius e Finisterre.
Approfondisce gli studi specialistici con il corso di Musica da Camera all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ed il Dottorato di ricerca sulla viola d’amore.
Biglietti: posto unico 12 Euro, ridotto 6.