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Attesa per le dimissioni di Santanché, Ancorotti: "Mi spiace, deciderà secondo coscienza"

La ministra del turismo al momento resiste. Lunedì alla Camera la mozione di sfiducia. Sarebbe il sesto addio al governo. "Per la nuova legge elettorale - dice Ancorotti - dobbiamo cercare l'accordo con l'opposizione"

Renato Ancorotti
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Un vero e proprio terremoto causato dalla vittoria del No al Referendum sta colpendo il Governo. Con una nota ufficiale di Palazzo Chigi, la presidente Meloni ha chiesto la ministra del turismo Santanché, senatrice eletta a Cremona, di rimettere il proprio mandato, seguendo l’esempio del sottosegretario alla giustizia Delmastro e del capo di gabinetto del ministero della giustizia Bartolozzi.

Lunedì la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni sarà discussa alla Camera. Santanché, in mattinata, è arrivata al ministero del turismo senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti. Se la ministra decidesse di resistere, Meloni ha una sola via per allontanarla dal Governo senza passare per una crisi di governo, votare una mozione di sfiducia individuale in Parlamento. Daniela Santanché è indagata dalla Procura di Milano per bancarotta in due procedimenti e per una presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps. 

Ha sempre dichiarato la propria estraneità ai fatti, sostenendo di non aver commesso illeciti. Sale a 5 il numero dei membri del governo che hanno lasciato l’incarico: oltre a Delmastro e Bartolozzi, Vittorio Sgarbi, Augusta Montaruli e l’ex ministro della Cultura, San Giuliano.

Davanti a queste tensioni il senatore cremasco Renato Ancorotti si dice rammaricato: “Sono molto amico di Daniela e mi dispiace ovviamente di questa situazione”.

Cosa dovrebbe fare?
“Penso che deciderà lei secondo coscienza”.

Sul referendum vuole precisare che…
Cremona è stata l’unica provincia della Lombardia dove i Sì hanno vinto in tutti i comuni, capoluogo compreso. Per me è motivo di orgoglio”. 

Si arriverà alla riforma della legge elettorale?
“È un po’ presto, dobbiamo smaltire il colpo di questa sconfitta perché, non nascondiamoci neanche qua, è stata una sconfitta non prevista, per lo meno non in queste proporzioni”.

Questa volta sarebbe opportuno coinvolgere le opposizioni?
“Su certi temi io credo che sia meglio cercare l’accordo, se poi loro non lo vogliono trovare, almeno abbiamo provato. Anche per evitare ancora uno scontro così duro, da tifoseria, su problemi che poi ricadono sulla testa di tutti i cittadini”.

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