Cronaca

Maxi ciclabile dal Po all'Oglio: dopo due anni di stallo interviene la Provincia

L'idea era stata lanciata dall'ex sindaco di Pieve d'Olmi Attilio Zabert. Ora la Provincia offre le sue competenze per coordinare i comuni e portare a casa qualche finanziamento

La strada provinciale a Pieve d'Olmi
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Se ne parla da un paio d’anni, ma non ha ancora preso forma il progetto di un collegamento ciclabile che attraversi da sud a nord il territorio Cremonese abbracciando i Comuni di Bonemerse, Sospiro, Malagnino, Pieve d’Olmi, Cappella de Picenardi, Cicognolo, Pieve san Giacomo, Pescarolo, Vescovato, Grontardo. Un suggestivo tracciato che attraverso strade bianche e comunali poco battute avrebbe congiunto il fiume Po fino quasi all’Oglio. Un’idea che vedeva come capofila il comune di Pieve d’Olmi con l’ex sindaco Attilio Zabert, ma che è rimasta lettera morta fino ad oggi, con il coinvolgimento della Provincia di Cremona che ha proposto la firma di un protocollo d’intesa ai 10 comuni coinvolti.

Il protocollo, approvato in Provincia sotto forma di allegato a una delibera del presidente Roberto Mariani, intende mettere nero su bianco una volta per tutte le “reciproche intenzioni e iniziative al fine di coordinare gli aspetti tecnici, finanziari e amministrativi in un’ottica di collaborazione istituzionale”.
La Provincia di Cremona  offre dunque le proprie competenze per quanto riguarda la ricerca delle fonti di finanziamento e per “fare fronte comune presso gli Enti sovracomunali per ottenere ogni sorta di autorizzazione per la  progettazione e realizzazione della rete di piste ciclopedonali”, oltre a svolgere le procedure di competenza dei singoli enti locali riguardanti l’approvazione della fattibilità tecnico-economica e l’acquisizione di pareri, nullaosta o autorizzazioni necessarie.

Ciascun Comune aderente provvederà al finanziamento dei tratti di piste ciclopedonali presenti o da realizzare nel proprio rispettivo territorio compatibilmente alle proprie disponibilità finanziarie. Il protocollo specifica anche che tutti gli enti coinvolti “s’impegnano formalmente a collaborare per  la partecipazione a bandi pubblici o privati finalizzati alla concessione dei finanziamenti necessari”.

Un collegamento di una cinquantina di km quello che alla fine potrebbe vedere la luce, su cui aveva scommesso l’ex sindaco Zabert – ora in minoranza nonchè consigliere provinciale di FDI – e che adesso con il coinvolgimento della Provincia potrebbe vedere la luce. “Il problema finora – commenta Zabert  – è stato legato alla volontà politica dei singoli comuni, ma soprattutto alla mancanza di tempo che i sindaci  dei piccoli comuni  hanno per pensare a qualcosa di più della gestione ordinaria, quasi come fossero non amministratori di una comunità ma presidenti di Pro Loco”.

Un discorso che più volte Zabert ha rivolto alla politica locale  e che mette in luce le inefficienze nelle micro comunità, ma che non sembra trovare vie d’uscita condivise, come ha dimostrato anche la bocciatura della proposta di fusione tra Pieve d’Olmi e San Daniele Po qualche anno fa.  Qua

Per la progettazione, all’epoca era stato ipotizzato l’affidamento a Centropadane Engineering Srl, la società partecipata dalle Province di Cremona e Brescia, nel frattempo investita da forti perdite e avviata verso il concordato preventivo.

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