Cronaca

Primo caso umano di virus influenzale Aviaria in Europa: identificato in Lombardia

Il paziente, una persona fragile affetta da patologie concomitanti, ha contratto l’infezione durante un soggiorno in un paese extraeuropeo ed è attualmente ricoverato

Il virus può essere trasmesso per esposizione diretta con pollame infetto o ambienti contaminati
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Il Ministero della Salute ha confermato l’identificazione in Lombardia del primo caso umano di influenza aviaria sottotipo A(H9N2) mai rilevato in Europa.

Il paziente, una persona fragile affetta da patologie concomitanti, ha contratto l’infezione durante un soggiorno in un paese extraeuropeo ed è attualmente ricoverato. Le autorità sanitarie precisano che si tratta di un virus a bassa patogenicità che, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, si trasmette esclusivamente tramite esposizione diretta a pollame infetto o ambienti contaminati. Ad oggi, non è mai stata riportata né documentata alcuna forma di trasmissione da persona a persona.

L’ultimo caso animale confermato in Lombardia è stato riscontrato in un allevamento di tacchini da carne in provincia di Mantova, lo scorso 4 febbraio.

L’H9N2 è un ceppo isolato da decenni in uccelli e suini, principalmente in Asia e in alcune aree europee. Sebbene le infezioni umane siano estremamente rare e generalmente caratterizzate da sintomatologia lieve, il virus resta un osservato speciale per la sua capacità di riassortimento genetico. A differenza del più aggressivo H5N1, questo sottotipo non provoca un’alta mortalità nel pollame, ma gli esperti mantengono alta l’attenzione poiché minime mutazioni potrebbero facilitarne la diffusione tra gli esseri umani.

In risposta all’evento, il Ministero della Salute ha attivato un coordinamento tempestivo con la Regione Lombardia, l’Istituto Superiore di Sanità e i laboratori di riferimento nazionale, garantendo al contempo il raccordo con gli organismi internazionali. Tutte le procedure di sorveglianza sono state avviate e i contatti del caso sono stati prontamente individuati e monitorati. Attualmente non si rilevano criticità per la salute pubblica e il rischio per la popolazione generale è considerato basso, grazie a un sistema di prevenzione nazionale che resta in costante stato di allerta.

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