Agrifood, l'ente Camerale spiega l'arrivo del cluster di Lodi nella sede cremonese
Nel palazzo di Piazza Stradivari si stanno insediando gli uffici del centro di ricerca agroalimentare lodigiano. Il direttore generale dell'ente chiarisce: la presenza dei nuovi inquilini non interferisce con il percorso di candidatura a ZIS dell'agrifood cremonese
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Da un lato un cluster tecnologico che esiste da decenni, uno dei nove realizzati in regione Lombardia e, in questo caso, sotto l’egida dell’assessorato all’Università e Ricerca: si chiama CAT.AL ed è un raggruppamento di imprese, università, centri di ricerca che si trasferito dalla sua sede originaria di Lodi a Cremona, dove sta trovando ospitalità al quarto piano della Camera di Commercio di Cremona.
Dall’altro lato, ma sempre in tema di sviluppo del settore agrifood, c’è il processo su cui si stanno impegnando la politica e il mondo economico cremonese, insieme alle università, per costituire la ZIS, zona di innovazione e sviluppo, dando così impulso ad uno dei settori trainanti dell’economia locale. Domani in Camera di Commercio si terrà un’importante inizativa di lancio della candidatura in Regione, organizzata dalla Provincia di Cremona.
Due iniziative distinte, il cluster e la ZIS, come chiarisce Marco Zanini, segretario generale della Camera di Commercio di Pavia Cremona Mantova, partendo proprio dal cluster lodigiano.

“La richiesta di ospitare gli uffici del CAT.AL ci era stata fatta un po’ di tempo fa da Reindustria, società partecipata oltre che dalla Camera di Commercio, dai comuni di Cremona, Crema e da Consorzio.it. Quando venne chiesta la possibilità di accogliere presso un ufficio della Camera il cluster agroalimentare, ci siamo interrogati e abbiamo acconsentito in quanto il cluster è un importante organismo che intercetta sia fondi regionali dedicati all’innovazione, per progetti di ricerca e sviluppo, oltre a importanti fondi europei di sviluppo regionale (Fesr) e fondi della linea Horizon, che è la linea dei fondi comunitari dedicati alla ricerca, nell’ambito di partenariati internazionali.
“Abbiamo valutato che la Camera di Commercio – che ha come missione istituzionale quella di promuovere lo sviluppo dell’economia locale – potesse ospitare un cluster nell’immobile di Cremona. Dopodiché noi ci siamo fermati qui: ospitalità, uno o due spazi, un ufficio, una saletta per le riunioni. Questo è il discorso relativo al cluster, che ha come referente in Regione Lombardia la direzione generale e l’assessorato alla Ricerca e all’università”.
Il contratto di comodato d’uso non è ancora stato stipulato. “Noi abbiamo molti spazi – continua Zanini – la Camera deve essere viva, è la Casa dell’Economia. Il cluster per l’agroalimentare si occupa di sviluppo e di ricerca in ambito agroalimentare, quindi ha senso che possa insediarsi proprio qui, visto che è la ricerca di una sede, non avendo più quella di Lodi”. E per chiarire ancora meglio il ruolo dell’ente Camerale: “Noi non siamo soci del cluster, però ci interessa seguirne le vicende, perché si tratta di un organismo unico in Regione e riguarda un tema agroalimentare che è trasversale a tutte e tre le sedi della Circoscrizione camerale di Mantova, Cremona, Pavia ed è importante dal punto di vista del contributo al PIL di questi terriutori”.
Cose diverse sono le Zone di Innovazione e Sviluppo per candidarsi alle quali è uscito un bando da parte dell’assessorato allo Sviluppo Economico che fa capo a Guido Guidesi. Domani a partire dalle 10 in sala Maffei della Camera di Commercio si terrà un incontro tra tutti i soggetti (Provincia, Comune, università) che stanno lavorando alla costruzione di una proposta progettuale per sostenere la competitività della filiera dell’agro-industria puntando su innovazione di prodotto e di processo e internazionalizzazione. Sarà un primo momento di presentazione del progetto agli attori economici e istituzionali dei sistema territoriale.
“Ospitiamo questo evento perché siamo interessati alle ZIS come ente camerale”, aggiunge Zanini. “La Camera di Commercio non può essere promotore ma potrebbe entrarvi eventualmente come partner in un secondo momento perché ha nel DNA promuovere l’innovazione e lo sviluppo economico. La complessità della candidatura è tale per cui al momento si sta ragionando su aggregazioni che poi certo coinvolgeranno anche le imprese, che sono attori principali. E’ previsto un piano di sviluppo strategico che dovrà essere presentato accanto alla candidatura oltre a un piano finanziario fatto di costi e introiti. Si capisce quindi che anche dal punto di vista della gestione dell’organizzazione, non è esattamente una candidatura che si possa improvvisare”.