Cronaca

Persichello, riaperto parzialmente il cimitero. Il mistero delle date sulla lapide spezzata

L'ingresso è per ora riservato all'impresa che stava già lavorando all'impianto elettrico; il pubblico potrà entrare da sabato. In attesa dell'esito delle indagini, emergono altri particolari inquietanti

Il cimitero di Persico Dosimo nella frazione Persichello

Gli animi sono ancora scossi ma in paese si cerca di tornare alla normalità. A Persichello, infatti, i cancelli del cimitero sono stati riaperti da ieri anche se solo per l’impresa che deve completare i lavori all’impianto elettrico, già programmati da tempo e che dovrebbero concludersi dopo Pasqua.

La riapertura al pubblico, precisa il sindaco Giuseppe Bignardi che ieri ha firmato l’ordinanza di riapertura parziale, avverrà nelle giornate di sabato, domenica e lunedì, permettendo ai residenti di fare visita ai propri cari in occasione delle celebrazioni pasquali.

Nella giornata di ieri i Carabinieri hanno effettuato un nuovo sopralluogo, dopo i gravi fatti di cronaca verificatisi probabilmente nella notte tra venerdì e sabato scorsi (la scoperta è avvenuta sabato mattina) quando ignoti si sono introdotti verosimilmente scavalcando il cancello laterale, in modo da evitare di essere inquadrati dall’unica telecamera presente, quella sopra l’accesso principale e hanno profanato la tomba di una donna deceduta a 94 anni nel 1998, scavando il terreno fino a far riemergere i resti, che sono poi stati dati alle fiamme.

Il tumulo era provvisorio: la salma infatti era stata estumulata circa un anno fa come da prassi avviene per recuperare spazio nei cimiteri, ma non essendo ancora del tutto decomposta era stata collocata nella fossa.

Per far luce sulla vicenda gli inquirenti stanno passando in rassegna non solo le immagini della telecamera del cimitero, ma anche quelle di accesso al paese che potrebbero dare indicazioni utili sui responsabili di un atto estremo e incomprensibile. Tra le illazioni che circolano, c’è quella che fa riferimento a riti macabri, anche se sembra improbabile una bravata in quanto lo sforzo messo in atto per scavare nella terra fino alla profondità di un metro non è cosa da poco e richiede una forte determinazione. Peraltro le pale utilizzate dagli sconosciuti non erano quelle lasciate sul posto dalla ditta che sta lavorando all’interno del cimitero.

Un altro particolare inquietante sta emergendo, la possibile correlazione tra l’atto vandalico al tumulo e le date impresse sulla lapide di un loculo, che è stata spezzata durante la stessa incursione. Tra i due defunti non esisteva tuttavia alcuna correlazione.

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