Economia

ZIS Agritech: quattro Province unite per realizzare la nuova food valley

Si stringono i tempi per la presentazione del dossier di candidatura in Regione per ottenere i vantaggi connessi alla costituzione di una Zona di Innovazione e Sviluppo in campo agroalimentare nei territori di Cremona, Mantova, Brescia e Lodi

Fotogallery Gianpaolo Guarneri - Studio B12
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Mondo politico ed economico riunito oggi in Camera di Commercio per entrare nel merito della ZIS (zona di innovazione e sviluppo) del settore agroalimentare, una sorta di  “ecosistema” a cui aderiscono i territori provinciali di Cremona, Lodi, Brescia e Mantova per innescare nuove possibilità di sviluppo e valorizzazione di quella che è un’eccellenza economica che ha però ancora molti margini di miglioramento.

Il cammino è già intrapreso da tempo per far dialogare in maniera concreta i vari soggetti coinvolti, dalla politica alle università, dall‘imprenditoria agricola a quella della trasformazione alimentare. Ora si tratta di tirare le fila, come ha spiegato Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano con vasta esperienza internazionale e soprattutto costruire un dossier che dimostri la validità della proposta interprovinciale e candidarlo alla Regione, che già da inizio marzo ha aperto le selezioni.

Dopo l’introduzione del segretario generale della Camera di Commercio, Marco Zanini, sono intervenuti il sindaco Andrea Virgilio e lo stesso Noci,  che ha inquadrato il progetto in un contesto internazionale mai così confuso e che pertanto pone i teritori davanti a sfide più che mai pressanti. Occorre insomma creare “un unico ecosistema che sia competitivo a livello nazionale e internazionale”, ha detto, indicando quello che è il principale handicap del settore agroalimentare, ossia la scarsa redditività a fronte di un alto tasso di efficienza delle imprese.

Nell’area della ZIS viene realizzato il 63% della produzione agroalimentare lombarda che rappresenta un terzo delle esportazioni del settore, con un valore aggiunto che è il doppio di quello dell’intera Emilia Romagna. La produttività per azienda è superiore dell’83% a quella della regione confinante, una conferma degli elevati livelli di efficienza delle aziende stesse che tuttavia non trova riscontro nei margini. La sfida dunque, ha sottolineato Noci, si traduce nella capacità di generare valore, oltre a superare quelle che appaiono altre fragilità del sistema come la frammentazione delle aziende e il ricambio generazionale.

“Siamo la cerniera tra imprese e università, tra scuola e lavoro”, ha detto il sindaco Virgilio introducendo i lavori. “Le grandi trasformazioni che stiamo vivendo ci dicono che sono necessarie nuove piattaforme territoriali per mettere in relazione competenze, relazioni e ricerca”, ha detto, le “eccellenze isolate” non possono essere competitive.
“Il nostro è un territorio fortemente specializzato nell’agroalimentare, ma siamo anche dentro ad una fase di trasformazione profonda: cambiamento dei consumi, sfida energetica, relazioni internazionali. Dobbiamo porci la domanda di come difendere e rilanciare queste eccellenze. La ZIS rappresenta questa opportunità: trasferimento tecnologico, attrazione di investimenti e talenti. Soprattutto la ZIS porta ad un cambio di paradigma: l’innovazione deve essere un processo collettivo”.

Virgilio ha poi parlato della necessità di superare vecchie divisioni tra città capoluogo (“spesso autoreferenziale; serve un centro forte, ma aperto”, ha detto) e territorio circostante, valorizzando il ruolo delle aree omogenee. Rimarcato inoltre il valore della fondazione Cremona Universitaria come il luogo per far dialogare imprese, conoscenze e comunità”.

In collegamento dalla sede della Direzione Generale Sviluppo Economico di Regione Lombardia, la funzionaria Jessica Golia ha illustrato i passaggi tecnici della candidatura con una prima fase nella quale dovranno essere indicati punti di forza e punti di debolezza con gli eventuali gap da colmare, anche dal punto di vista strutturale; e una seconda più specifica con un piano economico finanziario che dimostri la sostenibilità nel tempo delle progettualità, perchè – è stato detto molto chiaramente – ‘la ZIS deve essere un sistema capace di generare valore’.” La Regione insomma finanzierà eventualmente solo la fase di start up, poi i territori e le imprese dovranno marciare da soli: “La Zis funziona se diventa un punto di riferimento stabile per tutta la regione”, ha aggiunto.

Sono seguiti gli interventi dei quattto presidenti delle Province, riuniti in maniera inedita su questa partita: Roberto Mariani per Cremona, Carlo Bottani di Mantova, Emanuele Moraschini per Brescia e Fabrizio Santantonio per Lodi.
Sono entrati nello specifico della costruzione dell’ecosistema ZIS secondo un modello Hub & Spoke Luciano Baresi, prorettore del Polo territoriale di Cremona del Politecnico di Milano; Lorenzo Morelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Gianni Gilioli dell’Università degli Studi di Brescia; Michela Minero  della Statale di Milano; Davide Del Curto, prorettore del Polo territoriale di Mantova del Politecnico di Milano.

Mentre a questo punto diventa urgente per tutti gli attori coinvolti superare antiche divisioni e definire il dossier di candidatura, Noci ha accennato ad una prossima visita di un investitore internazionale intenzionato a sondare le potenzialità di questa nuova  “food valley”. E  c’è anche da immaginare un nuovo ruolo per l’aeroporto di Montichiari a servizio delle esportazioni dai territori della ZIS: il 14 aprile a questo scopo il presidente della Provincia di Brescia Moraschini incontrerà i vertici dello scalo.

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