Cronaca

Aumento carburanti: dal Governo un credito d'imposta sul gasolio agricolo

A spiegare la misura il Ministro all'agricoltura Francesco Lollobrigida, a CremonaFiere: "Necessario contenere le grandi difficoltà di questo periodo"

Il credito d'imposta sul gasolio agricolo: il commento del Ministro Lollobrigida
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Una misura che, secondo le previsioni, dovrebbe contribuire a “salvare il salvabile”, scongiurando ulteriori aumenti dei prezzi, anche nel settore agroalimentare.
La guerra in Medio Oriente e la conseguente crisi energetica ha messo in difficoltà tutti i comparti dell’economia italiana ed europea e l’agricoltura non fa certo eccezione. Basti pensare alle aziende del settore primario che, in poche settimane, hanno visto salire vertiginosamente il prezzo del carburante.

In soccorso arriva il Governo che, con decreto approvato nel Consiglio dei Ministri dello scorso 3 aprile, ha istituto un credito di imposta del 20% sul gasolio agricolo acquistato nel mese di marzo.
Una misura da 30 milioni di euro: a spiegarla nel dettaglio, il Ministro dell’agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, in visita a CremonaFiere.

“Abbiamo lavorato per affrontare una crisi internazionale che ci coinvolge e sulla quale tutti devono contribuire per raggiungere la pace – ha spiegato il Ministro – ma nel frattempo è necessario contenere le grandi difficoltà di questo periodo. Lo abbiamo fatto sostenendo i costi del gasolio agricolo con un intervento strutturale da quasi un miliardo e mezzo, per calmierare il prezzo del carburante destinato all’agricoltura: siamo l’unica nazione ad aver previsto un contributo così rilevante. E in questa fase interveniamo anche con il credito d’imposta, che aiuta ad alleviare le sofferenze del settore”.

Restano tuttavia altri interventi da mettere in campo, sia a livello nazionale che europeo. Tra i temi più urgenti c’è quello dei fertilizzanti.
“Non è il momento – ha aggiunto Lollobrigida – di aumentare le imposizioni fiscali su beni che non produciamo, come i fertilizzanti. Incrementare le tasse ora sarebbe semplicemente folle. Chiediamo all’Europa di agire subito, perché non c’è tempo da perdere: non possiamo aspettare i tempi della burocrazia europea per affrontare un’emergenza che è già in corso”.

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