Cronaca

Meno studenti, più bisogni: presentato il nuovo report sulla scuola cremonese

E' stato realizzato dal docente dell'Università Cattolica Pierpaolo Triani. Tra le novità, una sezione dedicata all'inclusività con interviste ai dirigenti scolastici

La presentazione del report
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Meno iscritti e più bisogni educativi a cui dare risposta; eppure, cambiando prospettiva, qualche spiraglio di luce sembra intravedersi.
Sono queste le due principali linee di lettura emerse dal rapporto sul sistema scolastico cittadino, presentato nella Sala della Consulta del Comune di Cremona.
A redigere lo studio – realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale e i diversi enti coinvolti – è stato Pierpaolo Triani, professore dell’Università Cattolica di Cremona e Piacenza.

“I dati riguardano innanzitutto l’anno scolastico 2025-2026 – spiega Triani – e confermano il calo della popolazione scolastica, insieme però alla stabilità del carattere multiculturale della scuola cremonese e all’aumento delle situazioni di bisogno educativo speciale”.
“Una delle novità del report è un approfondimento dedicato al tema dell’inclusione scolastica – prosegue il docente –: abbiamo intervistato quasi tutti i dirigenti e tutti hanno evidenziato come il sistema scolastico cremonese sia molto attento all’inclusione. Restano tuttavia diverse aree di lavoro: la continuità degli interventi, la cura e il riadattamento degli spazi, ma anche l’aspetto culturale, cioè rafforzare il lavoro condiviso e la costruzione di progetti specifici“.

Alla presentazione erano presenti i dirigenti degli istituti di ogni ordine e grado, l’assessore Roberta Mozzi e il provveditore Imerio Chiappa. Un momento significativo per confrontarsi sul futuro dell’istruzione in una fase resa complessa dal cosiddetto “inverno demografico”.

“La situazione va affrontata lavorando in sinergia – osserva l’assessore Mozzi –. Dal rapporto emerge chiaramente la collaborazione tra tutti gli attori del territorio, in particolare il coinvolgimento dei dirigenti scolastici. È evidente che dobbiamo remare tutti nella stessa direzione: il calo degli alunni, se la scuola non fosse vincolata solo ai numeri, potrebbe persino tradursi in una maggiore attenzione al singolo. Sappiamo infatti che i bisogni stanno aumentando, siano essi legati all’apprendimento o all’inclusione in senso ampio. Occorre essere pronti a rispondere a questa sfida”.

“Una sfida che però non ci spaventa – aggiunge Mozzi –. Il nostro punto di forza è l’attenzione costante al sistema scolastico territoriale e al lavoro integrato. In un territorio piccolo ma complesso, ognuno può e deve fare la propria parte, contribuendo al benessere degli studenti”.

Su questo punto concorda Triani: “Per il futuro serve costruire insieme una vision per affrontare i cambiamenti in atto. Il primo è il calo demografico. Dobbiamo capire come questo fenomeno possa diventare, paradossalmente, una risorsa per aumentare l’attenzione ai singoli studenti”.

Chiappa evidenzia la necessità di conciliare esigenze diverse: “Da un lato abbiamo numeri molto bassi in alcune situazioni, dall’altro il bisogno imprescindibile di garantire la presenza della scuola sul territorio. Come affrontare la partita? Prima di tutto capire qual è il numero minimo sostenibile per formare una classe vera e senza criticità. In secondo luogo, ragionare in ottica futura: serve lavorare in sinergia tra comuni, costruire alleanze che permettano alle scuole di mantenere numeri sostenibili nel lungo periodo, non solo nell’arco di un anno“.

“L’importante – conclude il Provveditore – è dirci le cose come stanno, senza illusioni ma anche senza preconcetti. Non siamo qui per chiudere scuole: la scuola è un diritto e va garantita il più possibile. Dobbiamo però essere consapevoli che deve essere sostenibile. Questi tavoli servono proprio a confrontarsi: a volte in modo più acceso, a volte più sereno, ma è così che si costruiscono le soluzioni“.

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