Cronaca

Smart working, nuova legge per piccole e medie imprese. Scettici i sindacati

La norma in vigore da oggi. “C'è una forte preoccupazione per una visione anacronistica del lavoro" dice Elena Curci della Cgil Cremona

Il servizio di CR1
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Arrivano nuove regole per lo smart working: oggi, martedì 7 aprile, entra infatti in vigore la prima legge annuale dedicata espressamente alle Pmi, le piccole e medie imprese (legge pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il 23 marzo). Tra le novità, alcune riguardano le prestazioni di lavoro in modalità agile.

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.
In caso di mancata consegna dell’informativa scritta al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sugli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro previste sanzioni: dall’arresto da due a quattro mesi fino ad ammende che possono raggiungere i 7.403,96 euro.

La norma si applica ad aziende e datori di lavoro di qualsiasi dimensione.
“C’è una forte preoccupazione – dice Elena Curci della Cgil Cremona – per una visione anacronistica del lavoro. Anche nelle ultime settimane la nostra categoria della funzione pubblica accusa il governo di adottare provvedimenti a ribasso, riducendo infatti lo smart working ad un massimo di un giorno a settimana, tramite solo atti unilaterali e senza nessun confronto con il sindacato. Accogliamo favorevolmente il rafforzamento della sicurezza, ma noi insistiamo affinché la tecnologia non diventi però uno strumento di controllo occulto e che il diritto alla disconnessione sia garantito effettivamente e non solo sulla carta”.

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