Tassa di soggiorno per pagare la festa di Capodanno: “Usata impropriamente”
Botta e risposta in consiglio comunale tra consigliera Maria Vittoria Ceraso e Assessore Luca Burgazzi sui fondi utilizzati per organizzare le ultime due edizioni in piazza Stradivari da parte del Comune, con una spesa di circa 80mila euro finanziata in parte dalla tassa istituita nel 2022, basata su altri presupposti
Il Comune lavorerà sulla promozione del nuovo servizio di navetta Cremona-Orio al Serio, con uno stanziamento di 22.500 euro quest’anno. Lo ha spiegato l’assessore al Turismo Luca Burgazzi rispondendo oggi in Consiglio Comunale a una interrogazione di Maria Vittoria Ceraso di “Oggi per Domani” che chiedeva informazioni sul ruolo del Comune nel servizio partito poco più di una settimana fa grazie a una sinergia pubblico privato con la società Autostradale.
La spesa del Comune sarà finanziata con i proventi della tassa di soggiorno che per il 2025 ha portato nelle casse del Comune circa 420mila euro. Ma proprio su questa importante voce di entrata si è sviluppata una polemica nell’interrogazione successiva, nella quale Ceraso chiedeva come mai la festa dell’ultimo dell’anno del 2025 sia siata finanziata in parte con i proventi della stessa tassa di soggiorno, i cui pressupposti e finalità sono invece diversi. In pratica, sostiene Ceraso, “la festa dell’ultimo dell’anno esercita un’attrazione prevalentemente locale coinvolgendo, così come è stato strutturato negli ultimi due anni, i cittadini di Cremona e del territorio di prossimità. È noto infatti che il flusso turistico che storicamente interessa Cremona nel periodo invernale è prevalentemente veicolato da pacchetti strutturati di tour operator legati al turismo culturale, artistico e museale (liuteria, Museo del Violino, Torrazzo ecc.), un target di pubblico del tutto divergente rispetto a quello intercettato dall’evento di piazza basato su DJ set”.
Il 10% delle risorse incassate dall’applicazione della tassa di soggiorno ha finanziato la Festa di Capodanno in Piazza Stradivari: 30.706,69 euro per il 2024 e 46.428,00 euro per il 2025.
“L’imposta di soggiorno – aggiunge la consigliera di opposizione – dovrebbe finanziare interventi capaci di generare valore nel tempo (servizi al turista, digitalizzazione, promozione internazionale ecc.). Investire quasi 80.000 euro in due anni in una sola notte non lascia alcuna eredità strutturale alla città e non risponde ai criteri di efficienza per la reale destagionalizzazione dei mesi invernali di vera magra (quali gennaio e febbraio)”.
Per questo, conclude Ceraso, “garantire un momento di aggregazione gratuito e sicuro per i residenti che decidono di rimanere in città dovrebbe essere finanziato con spesa corrente del bilancio comunale (come da iniziale impegno contabile prima dello spostamento a carico del capitolo dell’imposta di soggiorno) e con sponsorizzazioni e non con risorse vincolate al turismo salvo sia dimostrato il reale impatto dell’evento sullo stesso”.
L’assessore Burgazzi ha risposto partendo dai dati che mostrano un evidente incremento dei pernottamenti in città nel periodo invernale, passando da un tasso di occupazione del 68,95% di fine 2024 al 73,80% dell’ultimo inverno. Dunque un trend in positivo che va incentivato, anche e non solo con eventi, i quali tuttavia rappresentano un fattore attrattivo importante.
Dal 2022 (anno in cui è stata istituita la tassa di soggiorno) al 2026 c’è stato un incremento del 16% dei pernottamenti invernali per un “guadagno” complessivo nella vendita delle camere di oltre il 50%.
“Siamo fortemente convinti della necessità di investire sul periodo invernale – natalizio, storicamente più debole per città come Cremona rispetto ad altri territori geografici”, ha commentato Burgazzi, che ha poi annunciato per domani, 9 giugno, la convocazione del DUC (distretto urbano del commercio) nel quale verrà presentato il nuovo piano di investimenti per incrementare le attività attrattive nel periodo natalizio ossia dall’8 dicembre al 6 gennaio. “Ci saranno investimenti importanti perchè crediamo che quel periodo abbia buone possibilità di crescita in termini di presenze”.
Insoddisfatta della risposta la consigliera Ceraso: “Non ci è stata spiegata la ragione per cui è stata modificata la fonte di finanziamento della festa di Capodanno, prima attraverso un capitolo di spesa generico e solo in un secondo momento con i proventi della tassa di soggiorno. L’atto dirigenziale con cui viene stanziata la somma cita tra le motivazioni il forte appeal sui visitatori esterni del Capodanno cremonese parlando di piena occupazione delle camere d’albergo mentre in realtà, come ha detto l’assessore, l’occupazione è di poco più del 70%”. Un argomento che la consigliera non intende lasciare cadere e che potrebbe vedere presto ulteriori sviluppi.