Cremona laboratorio per la protezione civile: al via l’esercitazione nazionale “EXE PO”
Al centro dell'edizione 2026 il pericolo alluvioni, tra rischi e punti di forza. Riunione di coordinamento questa mattina in prefettura
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Quattro regioni, numerosi enti pubblici, Prefetture, Vigili del Fuoco, AIPO e volontari per un test su vasta scala dedicato ai rischi legati alle alluvioni. Con il primo tavolo istituzionale di coordinamento, riunito giovedì mattina nelle sale del Palazzo del Governo di Cremona, ha preso il via l’esercitazione nazionale di Protezione civile “EXE PO 2026”, un progetto che prevede eventi e simulazioni distribuiti su tre giorni.
All’ombra del Torrazzo sono arrivati i rappresentanti da Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, coordinati dal prefetto Antonio Giannelli.
“Una giornata importante per sperimentare ancora una volta le nostre capacità – ha spiegato Giannelli – per individuare punti di forza e criticità, lavorando poi nel tempo, sperando naturalmente che queste situazioni non si verifichino mai. Molti sindaci sono presenti con un contributo attivo di conoscenza del territorio: un’occasione per rivedere le proprie aree, capire come sono cambiate negli anni e confrontarsi con il Dipartimento e il livello centrale sulle procedure e sulle tecniche da utilizzare”.
Un ruolo chiave è affidato anche ai Vigili del Fuoco.
“A livello organizzativo è molto importante perché testiamo tutte le nostre comunicazioni interne – aggiunge Pier Nicola Dadone, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco –. Abbiamo un sistema che ci permette di chiamare risorse e richiederle ad altri comandi tramite la Direzione e il Centro Operativo Nazionale. La Direzione introduce anche elementi di disturbo, sorprese e novità: noi dobbiamo gestire le comunicazioni, attendere risposte, coordinare. C’è una parte simulata e una parte reale”.
Lo scenario esercitativo, sviluppato con Prefetture, Vigili del Fuoco, AIPO, Province, AREU, ARPA, strutture regionali e territori coinvolti, rielabora la piena storica dell’ottobre 2000, che interessò l’intera asta del Po e superò la terza soglia di allertamento in molte sezioni di monitoraggio. L’alluvione coinvolse il bacino del Po e i suoi affluenti, con esondazioni diffuse soprattutto in Piemonte e Valle d’Aosta, e con effetti anche in Lombardia e Liguria.
Proprio dopo quell’evento, nel 2003, le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto istituirono AIPO.
La tre giorni rappresenta dunque un appuntamento di grande rilievo, che vede Cremona e la sua provincia al centro delle attività dei Dipartimenti di Protezione civile del Nord Italia. Al cuore dell’iniziativa ci sono le tecniche di prevenzione e gestione del rischio idraulico, con simulazioni di salvataggio di persone e animali.
“Cremona è un punto centrale – sottolinea il prefetto –. Nel 2000 si è vissuta un’esperienza significativa con la piena del Po. Qualora dovesse ripresentarsi una situazione simile, è fondamentale conoscere e affrontare il territorio: i comuni coinvolti sono molti, così come gli attori in campo. Conoscersi, lavorare insieme e testare anche i sistemi di comunicazione è essenziale per gestire l’emergenza”.
La seconda fase dell’esercitazione entrerà nel vivo con le simulazioni operative.
“La fase 2 prevede l’emissione di ordinanze di evacuazione – spiega Roberto Mariani, presidente della Provincia e sindaco di Stagno Lombardo – sia per le persone sia per gli animali, da compagnia e da allevamento, per garantirne lo spostamento in sicurezza. È un banco di prova importante per la nostra Protezione civile, che rappresenta un fiore all’occhiello non solo regionale ma anche nazionale: una struttura rodata e competente, che metterà in campo le sue migliori risorse”.
Gli interventi previsti sono numerosi.
“Ci sarà la simulazione dell’evacuazione – conclude Mariani – il contenimento di un fontanazzo, la telonatura degli argini e, in generale, tutte le operazioni che si svolgono in caso di emergenza idraulica. La nostra Protezione civile è preparata anche grazie al lavoro costante che l’amministrazione provinciale porta avanti da anni investendo sul volontariato”.
