Versa candeggina in piscina, irritazioni cutanee per quattro bimbi. La vicina a processo
La donna è accusata di lesioni. I ragazzini erano finiti in ospedale. In aula il racconto del padre. Per la difesa si sarebbe trattato di un'infezione batterica
E’ accusata di lesioni in quanto avrebbe versato candeggina nella piscina dei vicini di casa, provocando a quattro ragazzini irritazioni della pelle che secondo la procura sarebbero compatibili con l’esposizione a sostanze acide e urticanti come la candeggina. A processo è finita una 42enne cremonese che abita nella casa di fianco a quella di una famiglia di stranieri: papà, mamma e quattro figli minori. Nel processo, Il padre dei ragazzini si è costituito parte civile per conto dei figli attraverso il legale Alessandro De Nittis.
Il 22 agosto del 2021, proprio i quattro ragazzini, all’epoca di uno e mezzo, cinque, undici e dodici anni, dopo aver fatto il bagno in piscina, avevano riportato lesioni cutanee. Per l’accusa e per la parte civile, lesioni dovute al contatto con la candeggina. Nel referto del pronto soccorso dell’ospedale era riportato “lesioni cutanee da sospetta sostanza tossica“.
Per l’avvocato della difesa Davide Lacchini, invece, la candeggina non c’entra nulla. Il referto medico stilato presso il reparto di Pediatria dell’ospedale di Cremona dove i bambini erano stati sottoposti a visita dermatologica parla di impetigine, un’infezione batterica della pelle altamente contagiosa che colpisce prevalentemente i bambini tra i 2 e i 10 anni.

Era già da una settimana che ai bambini, dopo aver fatto il bagno in piscina, spuntavano irritazioni sulla pelle. “Continuavano a grattarsi, avevano dei puntini rossi sul corpo e non capivamo cosa fosse“, ha detto il padre oggi in aula. “Pensavo di aver sbagliato qualcosa con il cloro, che controllavo ogni due/tre giorni, ma nello stesso tempo avevamo il sospetto che fosse entrato qualcuno”.
La famiglia, a quel punto, aveva avuto l’idea di posizionare il telefonino di una delle figlie sulla finestra per riprendere l’area della piscina. Il 22 agosto la vicina di casa, arrivata munita di una tanica da cinque litri, era stata ripresa mentre era intenta a versare del liquido in piscina. Il video è finito negli atti del processo.
“Incontrovertibile”, secondo l’avvocato De Nittis, che a suo tempo si era opposto alla richiesta di archiviazione del pm, poi rigettata dal giudice, “la condotta” dell’imputata “in merito allo sversamento all’interno della piscina di candeggina, liquido notoriamente tossico per la cute umana”. Tutti i bambini erano poi guariti con l’utilizzo di pomate e antibiotici.

Tra l’imputata e i vicini ci sarebbe stata una “forte conflittualità” dovuta al fastidio, da parte della 42enne, dovuto ai rumori e alle urla dei bambini che giocavano nella piscina situata nello spazio confinante con la sua abitazione”. Il legale di parte civile ha rimarcato un altro aspetto: che l’imputata avrebbe anche danneggiato volutamente la piscina, bucandola con un chiodo per renderla inutilizzabile. Per questo episodio il padre dei ragazzini aveva presentato un’integrazione alla querela. “Ancora oggi i rapporti con la vicina non sono belli“, ha spiegato il capofamiglia.
All’epoca dei fatti, sentita dai carabinieri, la donna si era difesa sostenendo di essere entrata nella proprietà dei vicini per recuperare il cane che le era scappato. L’animale aveva lasciato degli escrementi che lei aveva pulito con acqua contenuta in una tanica. Il resto l’aveva versato in piscina. Nelle immagini del video, però, del cane non ci sarebbe traccia.
La sentenza sarà pronunciata il prossimo 20 novembre.