Annegamenti, la strage silenziosa: oltre 600 morti in due anni in Italia, quattro in un solo giorno
Non solo le due vittime di Rivolta, nell'Adda. Sabato è stato giorno drammatico: un 29enne è morto nelle acque del Lago di Garda per salvare un bimbo, una piccola è deceduta in una piscina d'hotel a Milano Marittima
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Una vera e propria strage silenziosa. Oltre seicento persone hanno perso la vita per annegamento in Italia nel corso degli ultimi due anni. Numeri da bollettino di guerra che riaccendono i riflettori sulla pericolosità delle acque interne, ingannevoli e troppo spesso sottovalutate. Le ultime tragedie si sono consumate in un sabato drammatico: due i morti nelle acque del fiume Adda, a Rivolta, con un intero nucleo familiare spezzato, un 29enne ha perso la vita nel Lago di Garda, a Sirmione, nel tentativo di salvare un bambino, e una bimba di 4 anni annegata in una piscina d’hotel a Milano Marittima.
Non sono solo numeri da statistica, ma vite spezzate dal miraggio di un pomeriggio di svago e refrigerio. Più di seicento morti in ventiquattro mesi: fiumi, laghi, mari o anche solo piscine continuano a mietere vittime a ritmi drammatici. Solo nel cremasco, in undici mesi, le vittime sono state tre se si aggiunge al drammatico conto di sabato anche il 16enne egiziano morto il 14 agosto dello scorso anno nelle acque del fiume tra Spino d’Adda e Merlino.
Correnti invisibili, fondali che cambiano all’improvviso, mulinelli capaci di trascinare a fondo anche i nuotatori più esperti. Ed è proprio la sponda dell’Adda a fare da scenario all’ennesimo dramma. Un pomeriggio d’estate che si trasforma in un incubo per una famiglia.
La prima vittima era arrivata in Italia solo da pochi giorni, proveniente dal Portogallo, per trascorrere un periodo di vacanza e riabbracciare i propri cari. Ma quando il nipote e il fratello sono finiti in acqua in grave pericolo, l’uomo non ci ha pensato due volte. Si è tuffato nel disperato tentativo di salvarli. Uno slancio d’eroismo culminato nel peggiore dei modi: lo zio è rimasto vittima di un arresto cardiaco dopo lo sforzo per tentare di salvare i parenti, e il nipotino, trasportato d’urgenza in ospedale, purtroppo non ce l’ha fatta.
Una duplice tragedia che distrugge una famiglia e lascia una comunità sotto shock: la famiglia del piccolo risiede a Rivolta d’Adda. Mentre le forze dell’ordine completano le indagini, resta l’urgenza di una riflessione nazionale. Dietro la bellezza di questi luoghi si nascondono insidie fatali: una consapevolezza che manca ancora a troppi bagnanti e che continua a costare un prezzo troppo alto.