Zio e nipote annegati, il sindaco di Rivolta: “Fiume che inganna chi non lo conosce”
La tragedia di Gursahib e Arinder mette in luce i rischi delle acque pericolose del fiume Adda, nonostante i controlli e gli avvertimenti
La morte del piccolo Gursahib, 4 anni e dello zio Arinder, deceduti a poca distanza l’uno dall’altro sabato a Rivolta d’Adda – il primo per le conseguenze dell’immersione nel fiume, il secondo nel tentativo di salvarlo – lascia sgomenta la comunità, dove la famiglia del piccolo abita in centro, in via Porta Rocca. Il sindaco Fabio Calvi, da poco insediato, non li conosceva personalmente, ma conosce bene le acque insidiose del fiume, che invogliano a bagnarsi nelle afose giornate estive.
“L‘Adda non è balneabile – ci spiega – ma purtroppo ogni anno ci sono gruppi di persone che non resistono alla tentazione, quasi sempre persone che non conoscono la zona. I controlli ci sono: le guardie del Parco, la nostra Polizia”, aggiunge, ma è impensabile un presidio capillare delle spiagge e delle insenature come la zona in cui è avvenuta la tragedia, ribattezzata dai locali con il suggestivo nome di Golfo Rivolta.
Una spiaggetta di sassi lambita dall’acqua fresca molto invitante in questi giorni, ma difficile da raggiungere e proprio per questo sabato i soccorsi hanno fatto fatica ad arrivare. “Il vero problema di queste lanche è raggiungerle in tempi rapidi, anche per chi le conosce bene. E’ una zona a circa 1km dal ponte, molto periferica anche rispetto al parco della Preistoria. Il fiume sembra avere acque basse, invece improvvisamente si presentano avvallamenti che mutano in funzione delle correnti oltre ai mulinelli”, e questo lo rende molto insidioso.
Gurshaib frequentava l’asilo del paese, le maestre sono sconcertate. La breve vacanza dello zio arrivato a Rivolta dal Portogallo, si è trasformata in una tragedia ancora più sconvolgente se si pensa che l’uomo era in visita dal fratello per una breve vacanza. Terminata nella maniera peggiore che si potesse immaginare.