Cronaca

Ubriaco, palpeggia una minorenne in piazza Roma: tunisino condannato a due anni

Riconosciuta l'ipotesi lieve del reato di violenza sessuale. L'imputato, che aveva avvicinato la giovane che stava festeggiando un compleanno, è già stato espulso

Forze dell'ordine in piazza Roma
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Aveva palpeggiato il seno ad una ragazza minorenne in piazza Roma, ed è finito a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata. I giudici hanno riconosciuto l’ipotesi lieve del reato, e condannato l’imputato, un 29enne tunisino residente a Cremona, ad una pena di due anni di reclusione, così come chiesto dal pm Federica Cerio. Il 29enne, assistito dall’avvocato Massimo Tabaglio, è stato processato in contumacia in quanto già espulso.

L’episodio risale alla notte tra il 18 e il 19 giugno del 2024, quando la giovane, una ragazza cremonese, si trovava ai giardini pubblici di piazza Roma insieme ad un gruppo di amici per festeggiare un compleanno. Quella notte in piazza c’era anche il 29enne, che era ubriaco. Ad un certo punto la minorenne si era spostata dal gruppo per raggiungere il fidanzato e il tunisino ne aveva approfittato.

Le si era avvicinato e le aveva prima palpeggiato con violenza il seno sinistro, e poi l’aveva afferrata con forza per il polso, nel tentativo di attirarla a sé, costringendola a subire atti sessuali. La ragazza, però, era riuscita a sottrarsi, divincolandosi con una mossa istintiva e riuscendo a raggiungere il proprio fidanzato che si trovava poco lontano.

“Si è trattato di un’azione fugace“, ha detto il pm, che ha chiesto ai giudici di considerare l’ipotesi lieve della violenza sessuale e di far cadere l’aggravante del reato, e cioè l’aver commesso il fatto nei confronti di una persona minore di diciotto anni: “all’epoca dei fatti”, ha spiegato il pm, “la ragazza aveva 17 anni e mezzo e l’imputato non poteva avere consapevolezza che si trattasse di una minorenne“.

Da parte sua, la difesa aveva chiesto l’assoluzione, insinuando dubbi sul riconoscimento effettuato in foto dalla giovane, ma i giudici hanno accolto la tesi dell’accusa, condannando l’imputato alla pena di due anni.

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