Cultura e spettacoli

Anastasiya Petryshak: “Il mio violino benedetto dal Papa, un sogno diventato realtà”

La violinista ha raccontato la grande emozione. Lo strumento, realizzato nel 2012 dal maestro liutaio Roberto Regazzi, l'accompagna da oltre dieci anni ed è per lei "un'estensione della mia anima"

Anastasiya Petryshak e Papa Leone XIV
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Un momento di grande emozione, destinato a rimanere impresso nella sua vita artistica e personale. La violinista Anastasiya Petryshak, molto legata a Cremona per studi e professionalità, ha raccontato sui social la profonda commozione provata dopo aver ricevuto la benedizione del suo violino da parte di Papa Leone XIV, definendola “un’esperienza di profonda emozione e profonda spiritualità”. Lo strumento ha un legame speciale anche con la grande tradizione liutaria italiana. È stato infatti realizzato nel 2012 dal maestro liutaio Roberto Regazzi, figura di riferimento della liuteria contemporanea, e accompagna la musicista ormai da oltre un decennio.

“Fin dall’inizio ho sognato che un giorno avrebbe ricevuto questa speciale benedizione”, ha scritto Petryshak, spiegando come quel desiderio sia rimasto custodito nel tempo “come un piccolo seme che aspettava pazientemente il momento giusto per fiorire”. Secondo la violinista, quel momento è arrivato proprio alla vigilia di una nuova fase del suo percorso artistico, che la porterà a riscoprire le proprie radici in Ucraina. Un progetto che ha annunciato di voler raccontare presto ai suoi follower.

Nel lungo messaggio pubblicato online, Petryshak descrive il violino come qualcosa che va ben oltre uno strumento musicale: “Mi ha accompagnato attraverso i miei sogni, i miei ricordi, le mie gioie e le mie sfide. Non è semplicemente un violino, è una voce, quasi un’estensione della mia anima”.

La benedizione ricevuta da Papa Leone XIV rappresenta, per l’artista, anche un nuovo impegno. “Sento una responsabilità ancora più grande: attraverso le mie mani e la voce di questo violino, spero di portare luce, speranza, pace e bellezza ad altri attraverso la musica”.

Parole che testimoniano il profondo legame tra la musicista e il suo strumento.

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