Grande caldo, le api in sofferenza. L’apicoltrice Pavesi: “Le loro energie dedicate a sopravvivere”
Ingenti danni al settore. Drastica riduzione della disponibilità di nettare, alveari indeboliti
Le temperature estreme e la persistente siccità di questa estate non stanno mettendo a dura prova soltanto la popolazione e le colture nei campi, ma stanno provocando ingenti danni anche al settore dell’apicoltura. A lanciarne l’allarme anche Irene Pavesi, apicoltrice di Pescarolo, che sottolinea come il profondo legame tra questi insetti e il territorio renda il problema particolarmente grave.
“Nel breve periodo, le api si trovano costrette a impiegare la quasi totalità delle proprie energie in un’unica attività di sopravvivenza: raccogliere acqua e ventilare costantemente l’alveare per abbassarne la temperatura interna”, spiega Pavesi. Questa operazione è indispensabile per evitare che i favi si sciolgano e per proteggere la covata. Tuttavia, lo sforzo è talmente alto che in diversi casi le famiglie hanno persino smesso di deporre nuove uova, non riuscendo più a garantire le condizioni ideali per l’allevamento dei piccoli. “Questa situazione crea i presupposti per un effetto a catena nei prossimi mesi. Con la natura resa secca dalle alte temperature, la disponibilità di nettare si è ridotta drasticamente. Invece di vivere la solita stagione di abbondanza, gli alveari rischiano di arrivare alla stagione fredda fortemente indeboliti, meno popolosi e sottoposti a uno stress prolungato, rendendo l’inverno un momento estremamente critico”.