Cronaca

Area Omogenea Cremonese, Virgilio avvia il confronto con sindaci e Aem

Il primo cittadino di Cremona invita i sindaci interessati a esplorare nuove sinergie e affrontare tematiche cruciali per il territorio, dalla sicurezza all'energia

Cremona dall'alto
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Si apre il confronto sull’Area Omogenea Cremonese. A chiederlo è il sindaco, Andrea Virgilio, che con una lettera ha convocato i sindaci dei Comuni interessati a prendere parte a un incontro, in programma lunedì 14 settembre, alle ore 17.30, presso la Sala Quadri di Palazzo Comunale, alla presenza di Aem.

L’incontro, si legge nella missiva, “vuole essere, prima di tutto, un’occasione di confronto: per raccogliere le esigenze dei Comuni, conoscere le possibili difficoltà che incontriamo nella gestione di alcuni servizi e verificare se vi sia un interesse ad approfondire nuovi possibili scenari per il nostro territorio”.

“Le amministrazioni del Cremonese hanno dimensioni, caratteristiche e necessità diverse” commenta il primo cittadino di Cremona. “Proprio per questo serve un luogo stabile di confronto, nel quale ciascun Comune possa portare la propria esperienza e indicare le proprie priorità. Il lavoro sulle aree omogenee partito dalla Provincia e dal Presidente Roberto Mariani va in quella direzione. Il capoluogo deve mettere a disposizione competenze, servizi ed esperienze già maturate.

Tra i temi che potranno essere affrontati vi sono la manutenzione stradale e del verde, la segnaletica, la gestione dei servizi cimiteriali, l’energia e le progettualità legate alle fonti rinnovabili. Il confronto potrà naturalmente far emergere ulteriori esigenze e priorità.

In questa sede, Aem “presenterà le competenze e gli strumenti che potrebbe mettere a disposizione, mentre il contributo dei Sindaci sarà essenziale per comprendere dove una collaborazione possa produrre maggiore qualità, efficienza e capacità operativa” continua la lettera. A questo proposito saranno presenti il presidente di Aem Cremona, Tommaso Coppola, e il suo staff tecnico.

Si ipotizza, quindi, che la società possa sviluppare, nel tempo, “un ruolo più ampio a servizio del territorio” spiega Virgilio. “Non c’è un modello pronto da presentare ai sindaci, né una proposta alla quale chiedere semplicemente di aderire. L’incontro con Aem deve servire prima di tutto ad ascoltare. Occorre capire quali siano oggi le esigenze dei Comuni, quali difficoltà incontrino nella gestione di alcuni servizi e se esista un interesse ad approfondire possibili forme di collaborazione”.

Aem in questa sede “può mettere a disposizione professionalità e capacità operative. Ma un eventuale ruolo di area vasta non può essere stabilito a tavolino: deve nascere gradualmente, sulla base dei bisogni espressi dal territorio e della fiducia costruita attraverso esperienze concrete”.

“Accanto a questo possibile percorso, ci sono altri temi sui quali l’Area omogenea può essere utile” prosegue Virgilio. “Uno riguarda la sicurezza. Il lavoro avviato con il coordinamento della Prefettura può essere rafforzato favorendo una maggiore collaborazione tra le Polizie locali. Cremona può mettere a disposizione attività formative, aggiornamento e competenze maturate nel tempo, senza sostituirsi agli altri Comuni. Ogni territorio conserva infatti una conoscenza diretta delle proprie situazioni e delle proprie esigenze”.

Un altro tema è l’energia: “La transizione energetica coinvolge gli edifici pubblici, le imprese, la mobilità, le comunità energetiche e la produzione da fonti rinnovabili. Il Comune di Cremona sta lavorando al proprio piano energetico: questo percorso può aprire una riflessione più ampia, per capire se alcuni obiettivi possano essere condivisi anche a livello territoriale”.

C’è poi la pianificazione: le scelte urbanistiche “restano di competenza dei singoli Comuni, ma molti insediamenti producono effetti che superano i confini amministrativi. Pensiamo alle aree produttive, ai poli logistici, ai grandi insediamenti commerciali o ai data center. Un confronto sovracomunale può aiutare a evitare decisioni isolate”.

Lo stesso vale per il trasporto pubblico e per le infrastrutture: come evidenzia Viriglio, “ogni giorno molte persone si spostano da un Comune all’altro per lavorare, studiare, curarsi o accedere ai servizi. La pianificazione della mobilità dovrebbe quindi considerare insieme il trasporto pubblico locale, i collegamenti ferroviari, la viabilità, le piste ciclabili e le connessioni con le principali infrastrutture”.

L’Area omogenea può quindi “diventare uno strumento utile, a condizione che parta dai problemi concreti. Il primo passo è mettere attorno allo stesso tavolo i sindaci, ascoltare le diverse necessità e capire su quali temi esistano davvero le condizioni per lavorare insieme.

Non tutto dovrà necessariamente essere condiviso e non tutte le ipotesi risulteranno praticabili. Anche questo fa parte di un confronto serio. L’importante è costruire un metodo basato sul confronto e sulla fattibilità delle proposte”.

Il ruolo di Cremona e di Aem, secondo il primo cittadino, “deve essere letto in questa prospettiva: il capoluogo deve uscire dal guscio, non sostituirsi al territorio, ma mettersi a disposizione per verificare, insieme, quali collaborazioni possano migliorare concretamente i servizi e la qualità della vita delle comunità”.

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