Mons. Gaiardi: “La Cattedrale ferita, un simbolo di tutta la città”
Diversi i danni subiti dalla Diocesi di Cremona dopo la grandinata di ieri pomeriggio. Diverse le chiese colpite. Intervista al direttore dell'Ufficio del beni culturali
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Il seminario e la chiesa di Sant’Ambrogio, quella di Sant’Abbondio, dei frati Cappuccini, dei padri Barnabiti. E sopra tutte la Cattedrale, finita all’attenzione di tutti i media nazionali.
Dopo la tempesta è tornato il sereno – almeno dal punto di vista meteorologico – e per la Diocesi di Cremona è partita la conta dei danni. Il luogo sacro più “ferito” è stato appunto il Duomo.
“La città intera è colpita e la Cattedrale davvero ferita è come un simbolo di tutta la città – spiega Mons. Gianluca Gaiardi, direttore dei beni culturali della diocesi –. Il rosone, che già un mese fa era stato colpito dal precedente fortunale e riparato nel giro di pochissimo tempo, oggi invece lo vediamo completamente crivellato dalla grandine che lo ha devastato.
“Purtroppo questo è l’elemento forse minore, perché il danno peggiore è dovuto all’abbattimento dell’intera copertura e delle otto colonne che sorreggono il torrino della facciata nord del transetto della cattedrale: è caduto in parte nel cortile interno del Torrazzo e, per la maggior parte, sul tetto della cattedrale, sfondandolo. E quindi questo è un danno certamente simbolico, grave dal punto di vista artistico e spirituale, e molto complesso da affrontare ora nella fase di recupero e messa in sicurezza”.
Nel pomeriggio di sabato è stato effettuato il sopralluogo dei Vigili del Fuoco. Nel frattempo si pensa ai prossimi passi.
“Dopo aver fatto tutta la ricognizione dei danni – aggiunge Mons. Gaiardi – faremo un tavolo con i nostri tecnici e i nostri professionisti per intervenire già da domani in collaborazione con la Soprintendenza, così da capire come procedere nella messa in sicurezza e nella progettazione, che richiederà sicuramente molto impegno nei prossimi mesi. Non solo sulla cattedrale, ma anche su tutti gli altri beni di proprietà delle parrocchie e degli enti diocesani: il seminario, la chiesa di Sant’Ambrogio, quella di Sant’Abbondio, i frati Cappuccini, i padri Barnabiti e le altre strutture che sono state colpite”.