Cronaca

False generalità per nascondere la sua omosessualità. “Fatto tenue”, assolto

Fermato per un controllo stradale insieme ad un amico, aveva dichiarato il falso sulla sua identità. Aveva paura che il padre scoprisse il suo orientamento sessuale

Un servizio di controllo dei carabinieri
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Non voleva assolutamente che la sua famiglia, soprattutto il padre, venisse in qualche modo a sapere della sua omosessualità, e così, fermato durante un controllo dai carabinieri, ha fornito false generalità. Al momento del verifica stradale, avvenuta quattro anni fa, il ragazzo, 24 anni, originario della Puglia, era in auto in compagnia di un giovane che aveva conosciuto in una chat di incontri. E così è finito a processo per falsa attestazione ad un pubblico ufficiale sulla propria identità. Aveva dato un cognome falso.

Per il pm onorario andava condannato ad un anno: “L’aver scelto di non rivelare alla sua famiglia  il suo orientamento sessuale non scalfisce il fatto che ha commesso un reato”.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Maximiliano Grasso, ha invece puntato l’attenzione sull’ambito familiare e sociale in cui il giovane viveva, sottolineando il timore per le conseguenze che la notizia della sua omosessualità avrebbe potuto scatenare in modo particolare nel padre. “Sul posto ha poi consegnato il passaporto ai carabinieri“.

Alla fine il giudice ha assolto l’imputato “per la particolare tenuità del fatto“.

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