Maltrattamenti e violenze sessuali nel matrimonio combinato tra cugini: 43enne a processo
In aula è stata sentita la testimonianza della presunta vittima, una 32enne marocchina nata in provincia di Cremona che si è costituita parte civile
Il loro era stato un matrimonio combinato tra cugini, “ma lui sapeva benissimo che non ne ero innamorata”, ha detto in aula Maria (nome di fantasia), una 32enne marocchina nata in provincia di Cremona. L’ex marito, 43 anni, si trova ora a processo davanti al collegio dei giudici con le accuse di maltrattamenti e violenza sessuale.
La coppia si era sposata nel 2013, quando lei aveva 19 anni, separata nel 2019 e divorziata nel 2021. Per quattro mesi i due avevano convissuto, poi lei lo aveva lasciato ed era andata a vivere a casa della madre. Lei lo accusa di averla insultata, maltrattata e di averla costretta a subire rapporti sessuali. “Diceva che era un mio dovere“, ha raccontato la giovane. “Ogni tanto si presentava davanti a casa di mia mamma”, ha ricordato lei. “Oppure me lo trovavo per strada. Era molto geloso e voleva tornare con me. Mi chiamava anche con un numero privato, ma io non rispondevo”.
Un giorno, come ha raccontato Maria, lui l’aveva aspettata davanti alla macchina. Era salito accanto a lei e le aveva puntato un coltello alla coscia. Poi insieme avevano raggiunto un parcheggio e si erano fermati. “Lui mi ha insultato e mi ha minacciato, dicendomi che mi avrebbe bruciato la macchina“, ha riferito la ragazza. “Poi ha cominciato a palpeggiarmi, ma io non volevo. Ho continuato a muovermi, ma lui ha cercato di svestirmi, riuscendo ad abbassarmi i pantaloni e gli slip. Anche lui aveva i pantaloni abbassati. Alla fine sono riuscita ad uscire dall’auto e mi sono allontanata. Sentivo che lui continuava ad insultarmi”.
Nel processo, Maria si è costituita parte civile. La prossima udienza, fissata al 10 novembre, saranno sentiti tre testimoni dell’accusa.