Afferrata per il collo e sbattuta contro il muro: il figlio violento va a processo
Sotto accusa c'è un 39enne cremonese accusato di maltrattamenti e lesioni ai danni di sua madre che contro di lui si è costituita parte civile
Oggi in tribunale una mamma si è costituita parte civile contro suo figlio, un 39enne cremonese che dal 2024 è accusato di averla maltrattata. Non era stata la donna a denunciarlo, ma le forze dell’ordine, a cui la vittima, 72 anni, era stata costretta a rivolgersi più volte a causa del comportamento dell’imputato, poi sottoposto alla misura dell’allontanamento familiare. Misura di cui oggi il difensore ha chiesto la revoca. Alla sua richiesta si è opposto sia il pm onorario Silvia Manfredi.
La 72enne, parte civile con l’avvocato Elisa Savoia, si era rivolta anche ad un centro antiviolenza.
Secondo l’accusa, il 39enne, domiciliato all’estero con il padre (i genitori sono separati), colto da frequenti eccessi d’ira violenta, l’avrebbe spinta, insultata e minacciata, e se la sarebbe presa anche con il mobilio dell’abitazione, arrivando a lanciare diversi oggetti contro la madre, costringendola a vivere in uno stato di prostrazione, avvilimento, sofferenza, e timore per la propria incolumità.
Nel giugno del 2026, secondo l’accusa, le aveva lanciato un asciugacapelli in testa, mentre il 14 febbraio di quello stesso anno, durante una discussione per futili motivi, aveva lanciato in direzione della madre un bicchiere di vetro. Ancora, il 7 febbraio del 2026, nel corso di una discussione sulla vendita del loro cane, l’aveva afferrata per il collo, l’aveva strattonata e le aveva fatto battere la testa contro il muro, provocandole contusioni per cinque giorni di prognosi. Oltre che dei maltrattamenti, l’imputato deve anche rispondere del reato di lesioni.
“Non sei capace di fare nulla, poco di buono“, le diceva. “Non capisci niente, sei ignorante, muori, ma quando te ne vai da questa casa?”.
La 72enne testimonierà nell’udienza del prossimo 23 dicembre.