Musica d’autore e nuove generazioni: il “Premio de’ André” va al cremonese Gianaldo Sangalli
A consegnare la targa la moglie di "Faber" Dori Ghezzi
Un grande successo di pubblico ha fatto da cornice, il 18 e 19 settembre, alle finali del Premio “Fabrizio De André”, andate in scena a Roma nella suggestiva location di Villa Bonelli.
La manifestazione, che arriva alla 25esima edizione, punta a dare voce ai giovani talenti, nel segno e nel ricordo di uno dei cantautori italiani più amati di tutti i tempi.
Un concorso che parla anche cremonese: a ricevere il primo premio nella sezione “musica” – direttamente dalle mani della moglie di “Faber”, Dori Ghezzi – è stato Gianaldo Sangalli, giovane cantautore nato all’ombra del Torrazzo.
Dopo aver lavorato alcuni anni con lo pseudonimo “Straccivari” (con cui ha pubblicato i brani Zerotretresettedue e Bossa Della Bassa per raccontare la sua città), da qualche mese ha iniziato la sua carriera da solista. Lo scorso aprile, al teatro Filo di Cremona, ha lanciato il suo primo lavoro cantautorale, “In pace con il mondo che è in guerra con me”.
Gianaldo, una vittoria importante al Premio De André. Come si è sviluppato questo percorso?
Ci sono state prima le selezioni online e poi diverse tappe in giro per l’Italia. Alle semifinali eravamo in una trentina; siamo andati in Abruzzo, a Caramanico Terme, dove abbiamo portato due brani. La giuria ne ha selezionato uno, “Piove governo ladro”, che abbiamo poi presentato alla finale di Roma.
Tra l’altro un’edizione ricca di significati
Sì, era la venticinquesima edizione del concorso ed è coincisa con il trentennale di Anime Salve di Fabrizio De André. Una concomitanza davvero speciale che ha reso la giornata ancora più bella.
Che effetto fa ricevere un riconoscimento di questo livello?
La vittoria è stata una gioia grandissima. Essere premiati da Dori Ghezzi e da una giuria così importante, ma al tempo stesso estremamente umana, fa davvero un enorme piacere.
Un successo che però non è arrivato in solitaria
Assolutamente no. Sul premio c’è scritto “Gianaldo Sangalli”, ma dietro di me c’è sempre la band. Questo traguardo appartiene a tutti noi: Vinicius Surian e Tommaso Brignoli alle chitarre, Vito Lorenzoni al sax, Francesco Siri alla tromba, Rino Zangaro alla batteria e Rafael Senger al basso. Dopo aver condiviso il tour estivo, vivere anche quest’esperienza insieme è stato ancora più bello: la felicità, quando si condivide in sette, si settuplica.
Cosa c’è ora nel futuro dopo questo premio?
Francamente è ancora presto per dirlo. Tra il pubblico e in giuria c’erano orecchie molto interessanti per il panorama musicale attuale, vedremo quali contatti o sviluppi potranno nascere nei prossimi mesi. Per ora torno a casa con una bellissima targhetta da appendere nella nostra sala prove.