Scuola, tetto agli stranieri per classe: in provincia di Cremona il 64% è extra UE
Il decreto in corso di preparazione da parte del Governo non riguarda gli alunni provenienti dall'Unione. Ma i non UE sono preponderanti nelle scuole primarie in contesti come Soresina, Genivolta, Casalmorano, Bordolano, Pieve San Giacomo
Come prevedibile, fa discutere il Decreto in corso di preparazione da parte del Governo (e annunciato domenica da Giorgia Meloni alla festa dei Giovani di FDI) sull’introduzione per legge di un tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe.
La nuova regola non riguarderebbe tutti gli alunni classificati come studenti con “background migratorio” (circa 931mila in Italia), definizione che abbraccia sia quelli di prima che di seconda generazione: non quelli che provengono da Paesi dell’Unione europea (il 44,4% in Italia), non tutti quelli di seconda generazione che spesso già parlano la nostra lingua.
In Italia gli alunni “con background migratorio” (dati relativi all’a.s. 2024-24 di Fondazione Ismu) costituiscono l‘11,6% del totale: il 13,7% nella primaria, il 12,7 nella scuola dell’infanzia, il 12,6 nelle medie e il 9 nelle superiori.
A livello nazionale si parla di due terzi di bambini nati in Italia, e sono state conteggiate circa 1000 classi con una concentrazione sopra il 30% di studenti di prima generazione, 750 circa alle primarie.
I DATI IN PROVINCIA DI CREMONA
In provincia di Cremona le percentuali si scostano dalla media nazionale. Sono 10.366 (il 21%) gli studenti appartenenti a nuclei famigliari con passaporto straniero, la maggior parte extra UE: 6.582, pari al 64%; stando agli ultimi dati disponibili, relativi all’anno scolastico 2024 -25 (Atlante statistico Provincia di Cremona), un dato da rivedere a rialzo negli ultimi due anni. Solo 9 anni prima erano invece 6.782, il 16% degli iscritti.
E’ nella scuola dell’infanzia che si registra l’incidenza più elevata: il 29% nelle scuole statali e il 19% in quelle paritarie; a seguire, nella primaria statale i bambini stranieri rappresentano il 28%, nelle scuole medie il 22%, ancora meno nelle superiori, dove sono il 15% degli iscritti. Poco significativa, tra il 4 e il 6%, l’incidenza di stranieri presenti nelle scuole paritarie di primaria, media inferiore e media superiore.
Al momento si possono fare solo delle stime sulle possibili conseguenze del decreto in provincia di Cremona. Considerando solo le scuole primarie statali, l’ordine che vede il maggior numero di plessi, distribuiti anche nei piccoli comuni, dei 3.864 bambini iscritti, il 78,5% (3036) sono di provenienza extra UE, quindi teoricamente interessati dal decreto. Ma al momento non è dato sapere quanti di loro siano di prima immigrazione, ossia nati in paesi stranieri e da poco arrivati in Italia, quindi con un livello di conoscenza dell’italiano nullo o basso.
Ma quali sono le scuole primarie con la maggiore incidenza di bambini extra UE? A Bordolano (che dipende dall’IC di Castelverde) c’è la percentuale più alta di alunni stranieri, il 76%, pari a 38 iscritti, tutti provenienti da Paesi extraeuropei. Percentuale simile di extra UE a Piadena Drizzona (97%). La fascia di territorio più rappresentativa in questo senso è però quella tra Soresina e Soncino: alla primaria dell’IC Bertesi l’80% degli iscritti stranieri è extra Ue; a Casalmorano e Genivolta si supera l’87% come pure a Pieve San Giacomo.
L’idea di fondo della legge – per quanto se ne sa finora – è quella di intervenire nei casi dove l’ostacolo è la scarsa conoscenza dell’italiano, non tanto la provenienza della famiglia.
Se è troppo presto per capire in che modo la nuova legge interverrà sulla situazione locale, una cosa appare probabile: il prossimo anno per enti locali e dirigenti scolastici sarà ancora più complicato formare le classi soprattutto nei comuni più piccoli, dove è sempre più difficile raggiungere il numero minimo di iscritti e alcuni plessi sono stati soppressi, con conseguenti disservizi per le famiglie.

