Raddoppio a Pizzighettone: la montagna ha partorito il topolino
Il tavolo tecnico, con il comitato raccolta firme vuole richiamare l’attenzione sulle notizie uscite sugli organi di stampa in merito all’incontro avvenuto a Cremona tra il vice ministro alle infrastrutture Rixi ed alcuni amministratori locali in merito ai nodi infrastrutturali in provincia di Cremona. In questa occasione si è parlato anche del raddoppio a Pizzighettone.
La premessa doverosa è che in questi mesi l’impegno dell’amministrazione di Pizzighettone per portare avanti questa battaglia, che riguarda tutti noi, non solo i residenti delle aree coinvolte, c’è stato.
Per l’Amministrazione non deve essere stato facile, dal punto di vista politico, perseguire l’interesse dei cittadini a fronte di una chiusura dell’assessore Terzi verso le loro richieste.
Dato che l’amministrazione di Pizzighettone e l’assessore Claudia Terzi fanno capo allo stesso partito, la Lega, ci si sarebbe aspettati una ben diversa unità d’intenti e di progettazione. Risultato finale dopo 3 anni di attesa, la politica ignorando i cittadini ha lasciato che RFI proseguisse con i suoi piani. Ora canta vittoria per un’ottimizzazione del percorso che riguarda un leggero spostamento della linea a Roggione ma che ignora il villaggio Pirelli.
Spostare il tracciato di appena 20 metri , solo in alcuni tratti, era un’opportunità scontata, a cui chiunque avrebbe potuto pensare anche senza essere un ingegnere ferroviario, vista la disponibilità di terreni liberi nelle vicinanze. La montagna, insomma, ha partorito il classico topolino, che in questo caso è nato pure morto.
Non sembrava affatto che l’obiettivo dell’amministrazione di Pizzighettone fosse questo: si era parlato di variante, si era parlato di liberare il paese dalla ferrovia, di una stazione nuova… e invece spenderemo soldi pubblici per un’opera che, ancora prima di essere realizzata, risulta già anacronistica. Ci ridurremo a ristrutturare due vecchie stazioni, mentre in altre parti d’Italia — Sud compreso — si costruiscono scali moderni e all’avanguardia.
Cosa sta accadendo? Probabilmente quelli che in politica difendevano gli interessi del territorio e del Nord non ci sono più. Inoltre, questo tracciato presenta ancora troppi punti interrogativi: la viabilità, i sovrappassi, i sottopassi e, non da ultimo, il pesante impatto di muri alti sei metri e barriere antirumore. Per non parlare del pericolo strutturale per le abitazioni vicine ai binari. Tutti problemi che non si presenterebbero se il progetto della linea fosse realizzato in variante esterna al paese.
Ma la verità è che persino all’Ente Provincia di Cremona sembra importare ben poco di questa parte di territorio, lasciata sola a subire decisioni calate dall’alto. Ogni qualvolta si parla di raddoppio, si menzionano i benefici per i pendolari. Ma la verità è che non sappiamo, tra dieci anni e con l’avvento dell’IA, quanti saranno davvero i lavoratori che continueranno a recarsi fisicamente negli uffici milanesi. Se vogliono fare qualcosa per loro, inizino ora, intervenendo concretamente con treni più efficienti e capienti.
Questa che stanno costruendo sulla nostra pelle sarà, in realtà, una linea per i treni merci che avrà un impatto devastante su Pizzighettone.
Il problema è che non hanno il coraggio di dirlo. Così come non hanno il coraggio di venire qui a parlare alla gente che paga le tasse e va a votare, dicendo chiaramente ai residenti che le loro abitazioni — frutto dei sacrifici di una vita — perderanno il 50% del valore immobiliare.
Non hanno il coraggio di spiegare perché non riescano a riprogettare appena quattro chilometri in aperta campagna. Ma soprattutto, che fine hanno fatto le ben quattro varianti al tracciato che RFI — ovvero chi deve materialmente realizzare l’opera — ha presentato successivamente al dibattito pubblico, viste le gravissime problematiche emerse in quella stessa sede?
Sono domande che rimarranno senza risposta, perché all’attuale politica di Regione Lombardia nulla importa dei problemi di Pizzighettone. Abbiamo ancora la possibilità di fare sentire la nostra voce? Certo: alle prossime imminenti elezioni dovremo votare solo chi, realmente e non a parole, si impegnerà su questo tema. L’astensionismo non porta alcun risultato, anche se la politica, con comportamenti come questi, non fa altro che incoraggiarlo.
Infine, lanciamo un appello a chi amministrerà Pizzighettone nei prossimi anni: si valuti un ricorso al Tar non appena verrà presentato il progetto definitivo. Perché la qualità della vita dei cittadini va garantita con i fatti e non con le parole. Nella sua relazione finale, RFI ha scritto nero su bianco che l’attraversamento di Pizzighettone è “cruciale”; se i progettisti decidessero di tirare dritto con il piano attuale, solo un giudice potrebbe ridare il giusto peso a quella parola. Se l’attraversamento è davvero cruciale, non può esserlo solo per Roggione: deve esserlo anche per il Villaggio Pirelli, e l’unica vera soluzione è la variante di tracciato.
In caso di vittoria al Tar, per la politica sarebbe un disastro: metterebbe la pietra tombale sull’opera, e rimandare il progetto al mittente farebbe perdere tempo e finanziamenti. Ma sia ben chiaro che noi non siamo quelli del “No” a prescindere. Vogliamo solo far capire che un progetto così impattante sulla vita delle persone, laddove esiste la possibilità di una variante, rappresenta uno schiaffo al buon senso. Far passare i treni merci in mezzo al paese è inammissibile per il futuro, specialmente oggi che abbiamo i mezzi e gli strumenti per progettare un tracciato innovativo e lungimirante, destinato a rimanere sul territorio di Pizzighettone per i prossimi cento anni. I soldi pubblici vanno spesi per migliorare la qualità della vita delle persone, non per peggiorarla.
Politici cremonesi, siete dalla parte dei cittadini?