Raccontare la ricerca in medicina, premi a Margherita Maglia e Francesca Radaelli
«La voce che allena» si aggiudica l’assegno di studio da 1.500 euro messo a disposizione dagli Amici dell’Ospedale di Cremona “Gianni Carutti”. A Silvia Masseroli il Premio della Critica. Nove progetti e quindici finalisti protagonisti al Cinema Teatro Filo.
Al Cinema Teatro Filo di Cremona ieri sera la ricerca è salita sul palco per incontrare il pubblico. Nove progetti, quindici finalisti tra infermieri e studenti di Fisioterapia e cinque minuti a disposizione per affrontare una sfida diversa da quella scientifica: riuscire a farsi capire.
È stata questa la seconda edizione di RICERCARE. La scienza spiegata bene e l’arte di farsi capire, il concorso-evento promosso dall’ASST di Cremona in occasione della Notte Europea dei Ricercatori.
A vincere l’edizione 2026 sono state Margherita Maglia e Francesca Radaelli con il progetto «La voce che allena». A incuriosire è stata la ricerca insolita e la semplicità con cui le candidate sono riuscite ad arrivare al pubblico.
Il riconoscimento – un assegno di studio del valore di 1.500 euro, messo a disposizione dall’Associazione Amici dell’Ospedale di Cremona “Gianni Carutti” – è stato consegnato dal Direttore Generale dell’ASST di Cremona Ezio Belleri insieme alla Presidente dell’Associazione Ida Beretta.
Il Premio della Critica è stato assegnato a Silvia Masseroli per il progetto «Oltre il Se(g)no». «Attraverso la musica, la danza e le parole, la sua performance è stata capace di raccontare il percorso di cura fino alla rinascita». L’infermiera, insieme alla collega Sara Fazzone e alla ballerina Lisa Tumini ha vinto un ingresso omaggio per uno spettacolo a scelta. A consegnare il premio, Laura Seroni del Teatro Ponchielli di Cremona.
Una menzione speciale della giuria «per aver mostrato in modo evidente e toccante come le cose cambiano nel corso del tempo», va ad Andrea Bertolani e Marta Braghini con «50 anni di fisioterapia, fra una tesi e l’altra».
Una tavola apparecchiata per spiegare che cosa accade nel nostro stomaco quando alimentazione, geni e microbiota si incontrano. Una bottega di liuteria per osservare posture e gesti ripetuti e chiedersi, provocatoriamente, se anche Stradivari avesse mal di schiena.
Per raccontare l’anosognosia, i protagonisti si sono immedesimati nella persona che non riconosce il proprio deficit, utilizzando lo specchio per mostrare quanto sia complesso accompagnare nella riabilitazione chi non è consapevole della propria difficoltà.
Una cicatrice è diventata il punto di partenza per parlare di dermopigmentazione medicale e immagine di sé, mentre corpo e voce hanno reso visibile l’inaspettato legame fra parlare, cantare e pavimento pelvico.
Pochi oggetti, gesti e cambi di prospettiva per portare davanti al pubblico temi complessi. Non una lezione, ma nove modi diversi di raccontare la scienza senza impoverirne il contenuto.
BELLERI: «SAPER SPIEGARE FA PARTE DELLA CURA»
«La ricerca serve quando riesce a produrre un cambiamento – ha affermato Ezio Belleri, Direttore Generale dell’ASST di Cremona –. Quando una domanda nata in corsia, in un ambulatorio o durante una seduta di riabilitazione diventa conoscenza e torna nella pratica, migliorandola. Ma una buona ricerca deve anche saper uscire dalla cerchia degli addetti ai lavori. In sanità saper spiegare, ascoltare e trovare le parole giuste fa parte della cura».
Belleri ha richiamato anche il tema dell’attrattività delle professioni sanitarie: «In Italia abbiamo 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media di 9,2 nei Paesi OCSE. A Cremona il Corso di Laurea in Infermieristica mette a disposizione 65 posti, mentre Fisioterapia ne offre 35 ogni anno. Il tasso di occupazione dopo la laurea è rispettivamente del 98,8 e del 96 per cento.
Sono professioni che hanno bisogno di giovani e che ai giovani possono offrire lavoro, specializzazione e possibilità di crescita».
SILLA: «PROFESSIONI DA CONOSCERE MEGLIO»
«Vedere questi giovani sul palco permette di guardare alle professioni sanitarie da una prospettiva diversa – afferma Alberto Silla, Direttore DAPSS dell’ASST di Cremona –. La fisioterapia continua ad attrarre molti ragazzi; per l’infermieristica, invece, la difficoltà nel reperire nuovi professionisti è un problema concreto. Forse dobbiamo anche imparare a raccontarla meglio.
Dietro queste professioni ci sono studio, ricerca, competenze che evolvono, specializzazioni e percorsi spesso poco conosciuti. Occasioni come RICERCARE servono anche a renderli visibili, soprattutto ai più giovani».
DICIASSETTE ANNI TRA RICERCA E PRATICA
Nel corso della serata Mattia Bozzetti e Roberta Pendoni del DAPSS hanno richiamato un altro aspetto: la distanza che ancora separa le conoscenze scientifiche dalla loro applicazione.
«Diciassette anni è una delle stime più citate per descrivere quanto può volerci perché una nuova conoscenza entri nella pratica quotidiana – spiegano –. Non è un cronometro, ma rende bene l’idea della distanza fra ciò che sappiamo e ciò che facciamo. Comunicare la ricerca può contribuire ad accorciarla, evitando che una buona idea resti ferma».
DALLA SELEZIONE ALLA PALESTRA DI COMUNICAZIONE
L’edizione 2026 è partita da sedici progetti candidati. La prima selezione, basata sul valore scientifico dei lavori, è stata affidata al Prof. Daniele Napolitano del Policlinico Gemelli IRCCS e al Dott. Matteo Guidetti dell’Università degli Studi di Milano.
Per i quindici finalisti è iniziata poi una palestra di comunicazione, curata da Stefania Mattioli e dallo staff della Comunicazione e Relazioni Esterne dell’ASST di Cremona.
Il lavoro si è concentrato sulla semplificazione del linguaggio, sulla costruzione del racconto e sulla messa in scena: scegliere le parole, eliminare i tecnicismi non necessari e trovare immagini ed esempi capaci di rendere comprensibili contenuti complessi.
«Il punto non era rendere banale ciò che è complesso – spiega Mattioli – ma farsi capire senza perdere il valore del contenuto. Conoscere bene un argomento è fondamentale, ma riuscire a raccontarlo in modo chiaro è una competenza in più».
IL PUBBLICO VOTA, LA GIURIA SCEGLIE
Il 97% del pubblico in sala ha valutato le nove performance, contribuendo a individuare i tre progetti sottoposti alla scelta conclusiva della giuria. A comporla Ezio Belleri, Direttore Generale dell’ASST di Cremona; Ida Beretta, Presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale di Cremona “Gianni Carutti”; Francesca Merli e Ilenia Chiari, fisioterapiste e vincitrici di RICERCARE 2025; Chiara Capelletti, Responsabile Comunicazione di ATS Val Padana; Laura Seroni, Segreteria Artistica Prosa e Talk del Teatro Ponchielli; e i giornalisti Cinzia Franciò de La Provincia e Il Medico Risponde, Nicoletta Tosato di CR1, Filippo Gilardi di Riflessi Magazine/Torrazzo con Vista, Carla Parmigiani di Mondo Padano e Michela Garatti di CremonaSera.
Al termine della serata, a tutti i finalisti è stata consegnata una pergamena di riconoscimento.
L’iniziativa si è svolta con il patrocinio di Comune di Cremona, Provincia di Cremona, Università degli Studi di Brescia, Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cremona, Ordine Interprovinciale della Professione Sanitaria di Fisioterapia e Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione di Cremona.