Impianti sportivi a Cremona: tariffe bloccate e sconto del 50% per lo sport inclusivo
A spiegare le novità nel dettaglio l'assessore alla partita Luca Zanacchi
Nessun aumento, qualche modifica pratica e una grossa, importante novità.
È quanto recita, in stretta sintesi, la delibera di giunta approvata dal Comune di Cremona con al centro le nuove tariffe degli impianti sportivi.
Entrando nel dettaglio, come detto, nessuna crescita di costi per la fruizione di palestre e affini che, come sottolinea l’assessore allo Sport Luca Zanacchi, restano invariati da una decina d’anni.
La misura più rilevante riguarda però le società che operano nel settore della disabilità e dello sport inclusivo.
“Un elemento davvero importante di questa delibera è l’applicazione di un pensiero e di una linea politica che riteniamo fondamentale: abbiamo deciso di abbattere del 50% i costi per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali a tutte quelle realtà cittadine che praticano sport inclusivi – spiega Zanacchi –. Il primo pensiero va subito al Baskin, ma in realtà facciamo riferimento a tutte le realtà tesserate e affiliate all’Eisi (Ente Italiano Sport Inclusivi), nato a Cremona proprio come il Baskin e ormai diffuso in tutta Italia. Tutte le associazioni affiliate all’Eisi, nel momento in cui usufruiranno degli impianti comunali, beneficeranno del dimezzamento delle tariffe“.
Nel nuovo tariffario sono stati inseriti anche comparti prima “esclusi”: tra questi hanno un ruolo particolare gli amatori che usufruiscono di specifici impianti, come la pista ciclistica al Po e il parco nei pressi della pista di atletica.
Tornando agli sgravi per le società associate all’Eisi, l’obiettivo del Comune è ora quello di “contaminare” in positivo altre zone d’Italia: una vera e propria “globalizzazione” di una buona pratica.
“Le realtà affiliate all’Eisi sono ormai tantissime sul territorio nazionale – conclude l’assessore –. L’idea è quella di condividere i contenuti di questa delibera anche fuori Cremona, così da dare la possibilità ai comitati locali e alle singole associazioni di rivolgersi alle rispettive amministrazioni comunali e proporre questa stessa strategia a sostegno dello sport inclusivo“.