Maltempo, Pizzetti: “Ora serve unità per ricostruire la città”
Il presidente del Consiglio comunale richiama maggioranza e minoranza alla collaborazione per il rilancio della città. Un Ufficio di Presidenza sarà convocato dopo la decisione del Consiglio dei Ministri sullo stato di emergenza e sugli eventuali contributi destinati a Cremona
A quasi un mese dalla violenta grandinata che il 28 agosto ha colpito Cremona, la città è ancora alle prese con le conseguenze di un evento che ha causato gravi danni a edifici pubblici, scuole, strade e patrimonio arboreo. Dopo la fase dell’emergenza, l’attenzione è ora concentrata sul lungo lavoro di ripristino e ricostruzione. Un percorso che, secondo il presidente del Consiglio comunale Luciano Pizzetti, deve coinvolgere tutte le forze politiche della città.
“Cerco, sulle grandi questioni che impattano sulla città, di favorire un coinvolgimento sia della maggioranza sia dell’opposizione” spiega il presidente Pizzetti. “Cremona è una realtà importante ma piccola e ha bisogno di unità di intenti per poter raggiungere risultati concreti”.
Nei giorni immediatamente successivi alla tempesta, la risposta delle istituzioni e delle forze di soccorso è stata massiccia. Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari ed Esercito hanno lavorato senza sosta per affrontare le emergenze più urgenti e mettere in sicurezza le zone maggiormente colpite.
“Nella fase dell’emergenza c’è uno spirito di solidarietà che sovrasta ogni altro aspetto e c’è stata anche un’aggiunta di forze” sottolinea Pizzetti.
Terminata però la prima fase, il peso degli interventi ricade ora soprattutto sulla macchina comunale, chiamata a gestire una situazione complessa e diffusa in tutta la città.
“Poi alla fine rimangono la macchina amministrativa, la Polizia Locale, i dipendenti del Comune, i servizi di AEM. E le zone colpite in città sono tante.”
Le principali criticità sono state affrontate, ma resta ancora molto lavoro da fare. Dalla sistemazione degli edifici danneggiati alla rimozione degli ultimi segni lasciati dal maltempo, il percorso verso il ritorno alla normalità richiederà tempo e pazienza.
“I fattori di criticità sono stati affrontati e risolti. Adesso c’è da rimettere in ordine la città e questo va fatto con le forze che sono a disposizione.”
Particolarmente pesante il bilancio sul fronte del verde pubblico. Centinaia gli alberi danneggiati o abbattuti dalla grandine e dalle forti raffiche di vento, tanto che sarà necessario ripensare in modo significativo il patrimonio arboreo cittadino.
“I danni sono stati consistenti sia per i privati sia per il patrimonio pubblico. Questa è una città quasi ‘pelata’, nel senso che di alberi ormai ce ne sono pochi. Bisogna ripensare la città, il patrimonio arboreo e anche il tipo di piante che vengono messe a dimora.”
Una riflessione che guarda anche al futuro e agli effetti dei cambiamenti climatici, con eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. “Quelle che abbiamo messo fin qui evidentemente non funzionano in circostanze così estreme. Dobbiamo mettere la città al riparo e ripensarla sul lungo periodo.”
Intanto si attendono le decisioni del Governo sullo stato di emergenza e sulle eventuali risorse che potranno essere destinate al territorio per affrontare i costi della ricostruzione.
“Il mio auspicio è che il Consiglio dei Ministri si esprima al più presto. Su quella base potremo convocare un Ufficio di Presidenza per capire come orientare i passi futuri.”
Per Cremona si apre dunque una fase lunga e delicata: conclusa l’emergenza, è il momento della ricostruzione e della programmazione, con l’obiettivo di restituire alla città i suoi spazi e renderla più resiliente di fronte alle sfide del futuro.