Cronaca

Polizia Locale e banca dati: accordo vicino tra i Capoluoghi lombardi e la Regione

Tra chi è pronto a sottoscrivere il documento anche il Comune di Cremona, come spiega l'assessore Santo Canale

Il servizio di CR1

Era già stato anticipato al termine di un lungo e serrato vertice in Regione lo scorso 28 luglio; ora, a distanza di un paio di mesi, il percorso sembra ormai giunto alle battute finali.

Si tratta del documento unitario con cui una decina di Capoluoghi di provincia lombardi — Cremona compresa — chiederanno ufficialmente al Governo l’accesso alla banca dati SDI (Sistema d’Indagine) per gli agenti della Polizia Locale. A sottoscrivere l’istanza, salvo sorprese dell’ultima ora, sarà anche l’assessorato competente di Regione Lombardia, guidato da Romano La Russa.

“Dopo l’incontro di fine luglio in Regione — spiega l’assessore alla Sicurezza del Comune di Cremona, Santo Canale —, stiamo lavorando d’intesa per arrivare a questo documento unitario. Abbiamo proposto all’assessore La Russa di firmare un testo congiunto per chiedere al Governo l’accesso gratuito alla banca dati SDI, quantomeno per i comandi dei capoluoghi di provincia lombardi. Gli abbiamo inviato la bozza e ce l’ha restituita con alcune modifiche del tutto condivisibili; credo quindi che saremo presto in grado di presentare il testo definitivo“.

Il tema era già stato portato all’attenzione del Pirellone da tempo, all’interno di un pacchetto di richieste più ampio poi riordinato per concentrare le forze sull’obiettivo prioritario. Per le amministrazioni locali, infatti, lo sblocco della banca dati rappresenta uno snodo cruciale sul fronte della sicurezza urbana e dell’operatività quotidiana delle pattuglie.

“Inizialmente i punti in discussione erano cinque — precisa Canale —, ma insieme ai colleghi degli altri capoluoghi lombardi abbiamo scelto di focalizzarci prioritariamente sull’accesso alla banca dati SDI. Il motivo è semplice: i nostri operatori, ad esempio durante un normale controllo stradale su un veicolo con due persone a bordo, richiedono la documentazione di rito — patente, carta di circolazione e assicurazione —, ma se intendono verificare le generalità degli occupanti non ne hanno la possibilità. Magari a bordo c’è un soggetto con precedenti, un rintraccio o persino un latitante, e ad oggi i nostri agenti non hanno gli strumenti per saperlo in tempo reale”.

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