Cronaca

Cremona entra nella rete europea per salvare lo storione cobice dall’estinzione

Sarà installato a Cremona davanti alla Baldesio uno dei ricevitori acustici del progetto Life Restore, che seguiranno gli spostamenti degli storioni reintrodotti nei fiumi del Nord Italia

Immagini storioni per gentile concessione di Sergio Giovannini, famiglia Giovannini, Storione Ticino.
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Cremona entra nella rete di monitoraggio costruita per tentare di riportare stabilmente nei grandi fiumi del Nord Italia una specie che rischia di scomparire. Alla Canottieri Baldesio sarà infatti installato un ricevitore acustico destinato a seguire gli spostamenti dello storione cobice, Acipenser naccarii, nell’ambito di Life Restore, progetto europeo dedicato alla tutela e al recupero di questa specie.

Un tempo abbondante nel bacino padano, lo storione cobice, conosciuto anche come storione dell’Adriatico, è oggi considerato una specie a rischio critico. La popolazione presente in natura viene stimata in circa 700 esemplari, ma Life Restore punta a invertire questa tendenza attraverso ripopolamento, tutela della diversità genetica, controllo delle principali minacce e una vasta rete di monitoraggio.

Il progetto, coordinato dall’Università degli Studi di Padova e cofinanziato dal programma europeo Life, è iniziato il 1° settembre 2025 e proseguirà fino alla fine del 2031. Coinvolge università, enti di ricerca, aree protette e soggetti specializzati nella conservazione della fauna ittica. Complessivamente interessa 13 fiumi e 45 siti della rete Natura 2000 in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte, con un investimento superiore ai 10 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato è particolarmente ambizioso: portare nel tempo la popolazione selvatica a circa 14mila individui e creare le condizioni perché lo storione cobice possa tornare a riprodursi naturalmente e a costituire popolazioni in grado di autosostenersi.

“Il progetto Life Restore mira alla reintroduzione della specie Acipenser naccarii, lo storione cobice, specie a rischio di estinzione ed endemica dell’Italia, un tempo molto presente e abbondante in molti fiumi del Nord Italia”, spiega Samuele Pagani, assegnista di ricerca del gruppo del professor Giuseppe Castaldelli dell’Università di Ferrara coinvolto nel progetto.

Una parte importante dell’intervento riguarda infatti il ripopolamento. Secondo quanto spiegato da Pagani, nell’arco del progetto è previsto il rilascio di oltre 75mila storioni cobice nei diversi corsi d’acqua interessati. Molti degli esemplari provengono da Storione Ticino di Cassolnovo, allevamento della famiglia Giovannini coinvolto nel progetto.

Non basta però liberare nuovi esemplari nei fiumi, è necessario capire che cosa accada dopo il rilascio: dove vadano gli storioni, quali ambienti prediligano, come si spostino nelle diverse stagioni e quali aree utilizzino per alimentarsi o migrare e qui che entra in gioco il lavoro dell’Università di Ferrara.

“L’Università di Ferrara, guidata dal professor Giuseppe Castaldelli, si occupa del monitoraggio. Sono state posizionate una serie di ricevitori acustici tramite i quali sarà possibile monitorare gli spostamenti degli storioni e capire in quali aree passano la maggior parte del tempo e dove preferiscono spostarsi durante i vari periodi dell’anno, per migrazione o per alimentazione”, spiega Pagani.

Gli animali dotati di trasmettitori potranno così essere rilevati dai ricevitori distribuiti lungo la rete fluviale. I dati raccolti serviranno non soltanto a conoscere meglio il comportamento di una specie ancora poco numerosa in natura, ma anche a rendere progressivamente più efficaci le operazioni di ripopolamento.

“Queste informazioni saranno cruciali per aiutare nei futuri rilasci di questa specie”, sottolinea il ricercatore e proprio all’interno di questa rete che Cremona assume un ruolo diretto. La Canottieri Baldesio è stata individuata come uno dei siti nei quali collocare un ricevitore acustico, con installazione prevista indicativamente per metà ottobre. Il Po cremonese diventerà così uno dei punti di ascolto degli spostamenti degli storioni lungo il sistema fluviale.

Life Restore non si limita al rilascio e al monitoraggio. Nei corsi d’acqua in cui è presente il siluro, specie esotica invasiva che può predare gli storioni più giovani, il progetto prevede di utilizzare esemplari di maggiori dimensioni al momento dell’immissione e interventi di contenimento del predatore lungo oltre 160 chilometri di fiumi. Parallelamente viene portato avanti un programma finalizzato ad aumentare la diversità genetica della popolazione.

La sfida finale va quindi ben oltre i numeri dei rilasci: fare in modo che lo storione cobice possa tornare, nel lungo periodo, a essere una presenza stabile nei fiumi nei quali per secoli ha vissuto.

 

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