Cronaca

Polizia, celebrato il patrono. Il vescovo: “Combattete sempre per la vittoria del bene”

Messa per onorare San Michele. A presiedere la liturgia è stato monsignor Napolioni. "No alle fake news, no alla diffusione della paura, no a tutto ciò che ci divide"

La celebrazione a San Michele (foto Zambelli)
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E’ stata celebrata questa mattina la messa in onore di San Michele, patrono della Polizia di Stato. La celebrazione, che si è svolta nella chiesa intitolata al santo, è stata officiata dal vescovo, monsignor Antonio Napolioni, e ha visto la partecipazione, accanto al questore Carlo Ambra, di tutte le autorità civili e militari cittadine.

“Dio è amore, relazione, comunicazione, è una ricchezza di vita”, ha detto il vescovo nell’omelia. “E’ dono, capacità di relazione, ha scritto la storia della salvezza dell’umanità. La luce dell’Arcangelo Michele si proietta anche sulla missione della polizia e di tutti coloro che si prendono cura delle relazioni. Essere forze dell’ordine significa prevenire, custodire, talvolta reprimere, ma non in nome degli individualismi, bensì cercando il bene comune.

Ci deve essere una forma di convivenza che non escluda nessuno, ci deve essere una fratellanza possibile. E’ il sogno di Dio ed è il compito di uomini e donne che hanno intuito questa chiamata come professione della propria vita. Una scelta, una motivazione di una passione da portare avanti”.

“Tutto ciò è impegnativo”, ha detto ancora Napolioni, “e assume le caratteristiche di un combattimento, come ci ricorda la scena dell’Apocalisse. Michele e i suoi angeli combattono contro il drago. Il drago è Satana, ed è specializzato nella menzogna e nella divisione. Per questo abbiamo bisogno di chi reagisca alla menzogna con la verità, collante della società. No alle fake news, no alla diffusione della paura fatta ad arte, no a tutto ciò che ci divide senza cancellare le legittime diversità. Angelo significa messaggero di una buona comunicazione che guarisce dalla menzogna.

Per questo è bello vedersi, è bello che la comunità conosca la vostra missione, quello che siete, quello che fate, e che continuiate nella cultura della legalità, del rispetto, della convivenza civile. Come fanno gli angeli: stare intorno a Dio, lottare sulla terra e combattere per la vittoria del bene“.

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