Truffatore arrestato con le mani nel sacco dopo essere stato pedinato dalla polizia
Vittima una 76enne di Soresina, contattata da un falso carabiniere che le ha preso denaro e gioielli. Per Emanuele Zambrano disposto l'obbligo di dimora nel napoletano
AGGIORNAMENTO ORE 13 – La Polizia di Stato di Cremona ha sventato un raggiro ai danni di una donna di 76 anni, residente a Soresina, arrestando un italiano di 31 anni già noto alle forze dell’ordine per il reato di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.
In mattinata si è svolto il processo per direttissima durante il quale il giudice Francesco Beraglia ha convalidato l’arresto con le accuse di truffa a cui si è aggiunta la fabbricazione o uso illegale di segni distintivi, contrassegni, documenti di identificazione o oggetti in uso ai Corpi di polizia.
Il pm aveva chiesto il carcere, ma il giudice ha disposto l’obbligo di dimora a Villaricca, in provincia di Napoli, dove risiede l’arrestato, Emanuele Zambrano, che proprio ieri ha compiuto gli anni. Quattro giorni fa era stato denunciato a Udine per una truffa fotocopia che non è andata in porto. Il napoletano, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, era difeso dall’avvocato Mario Tacchinardi che ha chiesto e ottenuto i termini a difesa. Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 13 ottobre.
L’uomo era stato individuato nei pressi della stazione ferroviaria di Cremona dagli agenti della Squadra Mobile che stavano svolgendo un servizio specificatamente rivolto a soggetti potenzialmente dediti a questa tipologia di reati. I poliziotti hanno così seguito l’uomo che si dirigeva a piedi in centro città effettuando anche diverse e prolungate telefonate che hanno insospettito gli agenti.
Nel tardo pomeriggio, il 31enne ha preso un taxi in direzione Soresina, dove è entrato nella casa della donna, uscendone dopo una decina di minuti. A quel punto gli agenti che lo avevano seguito lo hanno bloccato trovandolo in possesso di gioielli in oro e denaro contante, provento della truffa che aveva appena consumato ai danni della 76enne.
Proprio in questi istanti, la vittima, chiamata dagli operatori della Squadra Mobile, era scesa in strada e alla vista degli agenti di polizia ha indicato l’uomo quale autore del reato appena subito, accorgendosi solo in quell’istante di essere stata truffata.
La vicenda è stata quindi ricostruita: la donna aveva ricevuto una telefonata da un falso carabiniere il quale la informava che la targa della sua automobile era stata clonata e utilizzata per commettere un furto in una gioielleria.
Il finto militare ha sostenuto che fosse necessario intervenire direttamente presso la sua abitazione per verificare la situazione e, con l’intento di rendere più credibile la storia, ha affermato di trovarsi presso la caserma di viale Trento e Trieste.
La signora, inizialmente insospettita, non ha creduto alla telefonata. Poco dopo, però, un uomo si è effettivamente presentato sotto casa, qualificandosi come carabiniere e mostrando un tesserino dell’Arma. Convinta dalla messinscena, la donna lo ha fatto entrare.
A quel punto è scattata la parte più delicata del raggiro. Il falso carabiniere le ha chiesto di raccogliere tutti i suoi oggetti d’oro, sostenendo di dover verificare che nessuno dei gioielli fosse riconducibile alla refurtiva del presunto furto.
La donna, fidandosi delle indicazioni ricevute, ha consegnato i preziosi. Il truffatore ha quindi escogitato un ulteriore stratagemma: le ha chiesto di andare a prendere una giacca nera e un paio di scarpe nere. La signora, pur insospettita, ha obbedito. Quando è tornata, l’uomo era già riuscito ad allontanarsi con l’oro. Ma ad attenderlo fuori dall’abitazione c’era una pattuglia della polizia.
Il 31enne risulta già gravato da precedenti e oltre all’arresto è stato adottato nei suoi confronti un “Foglio di Via”.
La vicenda dimostra ancora una volta quanto siano sofisticate le tecniche utilizzate dai truffatori, capaci di costruire vere e proprie sceneggiate per conquistare la fiducia delle vittime. In questo caso, la falsa storia della targa clonata, il riferimento a una caserma realmente esistente e la presenza fisica di un uomo in casa hanno contribuito a rendere credibile il raggiro.
L’operazione rientra in una più ampia ed articolata strategia operativa della Questura di Cremona attuata mediante l’intensificazione dei controlli giornalmente svolti dalle Volanti e tramite ripetuti servizi straordinari di controllo nelle zone cittadine dove si registra una maggiore incidenza della micro-criminalità, oltre all’impegno degli Uffici investigativi.