Cronaca

Quando la musica è senza tempo: gli alunni del Monteverdi “dialogano” con un pianoforte 4.0

L'esibizione è fissata per venerdì 2 ottobre nella cornice di "CremonaMusica". Protagonista un quartetto del conservatorio cittadino

Emma Bertozzi e Stefan Stancic (violino), al violino, Francesco Costamagna (viola) e Federica Colombo (violoncello)
Fill-1

Se è pur vero che musica (ed arte più in generale) sono senza tempo, non è certo abituale unire – in una esibizione d’ensemble – un pianista di fine Ottocento e un quartetto d’archi contemporaneo.
Un incontro che si realizza, venerdì 2 ottobre, a Cremona Musica, alle 14, in Sala Stradivari, dove le più moderne tecnologie intersecano il talento dei giovani allievi del Conservatorio Monteverdi.

“Per azzerare una distanza temporale oltre cent’anni – spiega il direttore del Conservatorio, il Maestro Giuseppe Caffi -, siamo partiti da un rullo per pianoforte automatico (Pleyela) che Raoul Koczalski , allievo di Chopin, incise ad inizio degli anni ’20 del Novecento. Perfettamente digitalizzato può essere riprodotto, restituendo in maniera pressochè perfetta lo stile e la prassi esecutiva, dal disclavier. In questo modo, necessariamente, si finisce con il ridefinire il concetto di esecuzione agogica e dal vivo, fondendo filologia storica, tradizione romantica e innovazione contemporanea. Valori in piena sintonia con la rassegna di Cremona Musica, così attenta ad unire passato e futuro”.

Rende ancora più suggestiva l’esibizione la scelta del brano: il Concerto n. 1. Pensato peer il pianoforte, come strumento solista, e l’orchestra quasi relegata al ruolo di accompagnamento, qui viene presentato nella versione per Quartetto. Una trascrizione che valorizza il tessuto musicale, rendendolo ancora più nitido, quasi trasparente. In questa occasione il quartetto si alternerà al pianoforte solista nei tutti, andando a ricreare quindi la forma completa del movimento ma lasciando cantare il pianoforte solista così come registrato originalmente e preservando quindi immutata questa rarità ottocentesca.

L’interpretazione è affidata a quattro allievi del biennio conclusivo del Monteverdi: Emma Bertozzi e Stefan Stancic al violino, Francesco Costamagna alla viola e la violoncellista Federica Colombo.
Se lo strumento della Yamaha, nella prima parte della esibizione dà voce alla interpretazione di Raoul Koczalski , nella seconda parte torna ad essere uno strumento tradizionale. Con cui Lucija Majstorovic e la violinista Beatrice Soccorso interpretano “Méditation”, il primo movimento della suite Souvenir d’un lieu cher, Op. 42 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, pagina che trasporta l’ascoltatore direttamente nelle sterminate e malinconiche atmosfere della campagna russa. Infine, nel concerto, la tastiera recupera la sua vocazione solistica, ancora con una pagina di Choppin.

Giovanni Pierotti, infatti, esegue lo “Scherzo n. 4 op. 54” di Chopin, brano solistico perfetto per esaltare, proprio per le caratteristiche della scrittura, tutta la varietà timbrica del pianoforte. Così il finale si apre a un’atmosfera luminosa, aerea, ironica e a tratti eterea, in un sofisticato gioco di capricci melodici, arabeschi sonori e dinamiche cangianti.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...