Cronaca

Cremona candidata a Capitale della Cultura 2029: ecco i punti principali del dossier

I contenuti del documento di 60 pagine presentato al Ministero la scorsa settimana evidenziano grandi sfide e progetti suddivisi per aree tematiche

L'evento di presentazione del dossier del 23 settembre in cortile Federico II
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La candidatura di Cremona si fonda sull’orgoglio e sulla consapevolezza di essere una città di pianura e di fiume. Nel dossier presentato al ministero lo scorso 23 settembre Cremona si trasforma in un laboratorio di contemporaneità: un luogo in cui la lentezza dei ritmi e la vicinanza dei rapporti umani (la “misura d’uomo”) diventano un vantaggio competitivo e una chiave per affrontare le grandi questioni del nostro tempo.

Il progetto si articola attorno a grandi sfide che guidano la visione politica, urbanistica e culturale della città:

  • fare dell’identità una materia viva: non fermarsi alla celebrazione nostalgica dei simboli storici (da Stradivari e Monteverdi alla grande liuteria, patrimonio UNESCO dal 2012), ma usarli come strumenti dinamici di dialogo con i nuovi linguaggi artistici, le tecnologie e la ricerca.
  • rafforzare le connessioni: consolidare la rete di alleanze locali, nazionali e internazionali tra istituzioni, imprese, associazioni e università, facendo leva su modelli di governance condivisa.
  • ricentrare la vita delle città medie: governare l’equilibrio tra la dimensione raccolta della provincia e la spinta all’internazionalizzazione, evitando l’isolamento e sperimentando nuove forme di abitare e produrre.
  • progettare benessere lungo tutto l’arco della vita: affrontare l’inverno demografico e l’arrivo di nuovi abitanti e studenti universitari attraverso un welfare culturale intergenerazionale che metta in rete scuole, servizi socio-sanitari e spazi pubblici.
  • rilanciare l’immaginario padano: mettere al centro il fiume Po e il territorio circostante per costruire un nuovo equilibrio tra capacità produttiva economica, tutela dell’ambiente, transizione ecologica e bellezza del paesaggio.
  • rigenerazione Urbana e Infrastrutture (La Legacy Fisica): il percorso verso il 2029 si inserisce in una imponente stagione di trasformazione urbanistica e recupero del patrimonio immobiliare, sostenuta da un piano di investimenti quinquennale (2024-2028) superiore ai 71 milioni di euro.

Il palinsesto culturale si compone di 58 progetti suddivisi in tre grandi assi tematici:

  • Cremona Città-Paesaggio: valorizza il legame con il fiume Po e l’ambiente con iniziative come il festival Bassa Risoluzione, il piano climatico PAESC, l’ampliamento del parco fluviale PLIS, il festival CR Agrifood, percorsi di cicloturismo (“Zero salite”) e il progetto “Va va varol” che reinterpreta la cascina come spazio di convivenza tra uomo e natura.
  • Cremona Città Contemporanea: unisce la tradizione liutaria e musicale alle avanguardie artistiche. Prevede mostre d’arte diffusa (con le sculture iperrealiste di Duane Hanson e un’opera site-specific di Riccardo Benassi), la nascita di un’orchestra residente (Cremona vibrante), la valorizzazione degli archivi storici con l’ausilio dell’intelligenza artificiale (Fatti umani) e rassegne musicali e teatrali come Anima e voce e Heroides.
  • Cremona Città Aperta: centrato sul welfare culturale, l’inclusione e le nuove generazioni. Comprende residenze artistiche per under 35, progetti teatrali partecipati nelle RSA e nei quartieri fragili (La cultura si fa cura), percorsi di accessibilità museale (MUSA), festival interculturali (Radici e ali) e la valorizzazione del Centro Fumetto A. Pazienza.

Progetti Speciali e Reti Territoriali: sinergie e ponti culturali con altre città di pianura e territori limitrofi, tra cui la partnership con Parma (Capitale Europea dei Giovani 2027), il Festival della Fotografia Etica di Lodi, una DMO turistica sovraprovinciale con Mantova e Pavia, e un asse strategico con la Valle Camonica dedicato alle sfide del cambiamento climatico.

Il budget complessivo stimato per il triennio della Capitale è di 6 milioni e 350 mila euro, così ripartito: circa il 52% è investito direttamente nella programmazione culturale e nell’evento inaugurale, il 26% copre i costi di direzione e gestione operativa, il 16% è destinato alla comunicazione e promozione strategica, il 6% è riservato al monitoraggio, alla valutazione e alla legacy post-2030.

Le risorse provengono per circa il 25% da fondi propri del Comune di Cremona (inclusa la tassa di soggiorno), a cui si aggiungono il contributo ministeriale (MIC), fondi regionali e territoriali, sponsorizzazioni private (Art Bonus) e bandi europei/nazionali.

 

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